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Mesenzana | 20 Settembre 2021

E-bike Cross, intervista al campione del mondo Andrea di Luca (SEM di Mesenzana)

Il pilota varesino: "La Venom è un mezzo dalle prestazioni incredibili, assolutamente paragonabile ad una moto, pur restando di base una bicicletta elettrica"

Tempo medio di lettura: 4 minuti

La vittoria ottenuta la scorsa settimana ai mondiali di E-bike Cross, con i colori della SEM di Mesenzana, grazie al pilota Andrea Di Luca, ha entusiasmato particolarmente tutta la comunità dell’alto Varesotto.

Per questa ragione abbiamo deciso di andare proprio dal pilota varesino, per farci raccontare com’è andato il mondiale, quali sono state le prestazioni della SEM e, soprattutto, quali altre sorprese ci riserverà, in futuro, la casa produttrice varesotta.

Allora, Andrea, com’è andato il mondiale di E-Bike Cross?

Il weekend di gare (quello tra l’11 e il 12 settembre, ndr) è stato molto impegnativo. Sabato abbiamo partecipato all’ultima tappa di campionato italiano, sempre sul circuito di Boves, per ultimare un’attenta fase di test e per “scaldare i polpacci” in vista del mondiale della domenica. Sia io che Marco Gnassi abbiamo centrato un ottimo podio, pur non riuscendo a vincere nessuna delle due manche.

Un risultato sotto le vostre attese, quello del sabato, o tutto calcolato?

Bisogna dire una cosa importante: il campionato italiano ammette in categoria EX-PROTO, tutte le motoleggere a propulsione elettrica, comprese quelle senza pedali o dove l’utilizzo dei pedali è relativamente importante, in quanto dotate anche di acceleratore a manopola. La FIM mondiale invece, per le gare internazionali, non accetta potenze superiori ai 5000 Watt di picco massimo e non accetta mezzi con l’acceleratore a manopola. Proprio a causa del “gas” l’anno scorso la SEM è stata esclusa dalla competizione mondiale.

Quindi sabato avete corso senza acceleratore, contro delle moto?

Esatto. Proprio per questo negli ultimi 12 mesi, il team ricerca e sviluppo SEM, guidato da Giorgio Semolini, che ringrazio per la fiducia e per avermi dato la possibilità di vincere questo titolo mondiale, ha portato avanti un progetto ambizioso: togliere la manetta alla Venom. Abbiamo fatto dei test la settimana scorsa e con altri piloti della zona ci siamo sfidati per vedere chi tra noi poteva portare questa nuova versione delle Venom al massimo delle sue potenzialità.

Quindi avete fatto a gara a chi andava di più con una SEM a pedalata assistita?

Non solo, abbiamo anche fatto a gara tra la versione assistita e quella con l’acceleratore. La nuova configurazione elettronica della SEM permette ora di passare dalla configurazione bici, a quella e-bike assistita, a quella classica di motobike elettrica con acceleratore, in un semplice click.

Quindi da ora la SEM è anche una “super e-bike”?

Non ancora. Proprio come succede nel mondiale MotoGP, dove le case usano la massima categoria per testare le innovazioni che potrebbero essere immesse sul mercato nelle stagioni successive, alla SEM hanno colto l’occasione per sfidare e migliorare il loro stesso progetto. Il risultato è incredibile. Chi ha provato la Venom lo sa: è un mezzo dalle prestazioni incredibili, assolutamente paragonabile ad una moto, pur restando di base una bicicletta elettrica. Togliere l’acceleratore per scaricare tutta quella potenza a terra direttamente dalla pedalata, è stata una scommessa molto difficile.

E a che ora punto siete?

Oggi possiamo dire di aver vinto la scommessa, tutti assieme. La pedalata assistita della Venom, che in questa occasione è stata proprio privata della sua tradizionale manetta, è fantastica. Grazie ad una perfetta programmazione dei sistemi di gestione e grazie alla meccanica impeccabile di casa SEM, il risultato è l’e-bike più performante del mondo, anche paragonata con mezzi dotati di motori più potenti. Come in tutte le grandi innovazioni, il pubblico dovrà attendere ancora un po’ per vederla sulla versione “di serie”. Possiamo però dire che funziona benissimo, parole di Campione del Mondo!

A proposito, noi volevamo proprio sapere com’è andata questa gara così importante?

La gara è stata molto combattuta e ho dovuto pedalare dall’inizio alla fine come e più che in un evento di muscolare o di e-bike tradizionali. L’unica grande differenza è che si pedala a 50 km/h quasi tutto il tempo e che, in una pista che di solito viene usata dalle moto da cross, ci si diverte uguale, facendo salti e paraboliche come se si fosse sempre piena discesa. Nelle qualifiche ho fatto il secondo tempo assoluto.

Come sono andate le due manche?

Nella prima manche, dopo una buona partenza, ho potuto controllare il gruppo dalla prima posizione per tutti i 15 minuti. Per sfortuna il mio compagno di squadra ha bucato dopo pochi giri ed è riuscito a portare a casa la manche pedalando “su una ruota sola” per quasi tutto il tempo. Nella seconda manche, che valeva in proporzione di più della prima, abbiamo visto un hole shot (partenza da fermo fino all’imbuto della prima curva, ndr) molto aggressivo. Sia io che Marco siamo riusciti a passare in testa già dal primo giro. Al salto del traguardo Marco ha fatto un incidente che lo ha costretto a perdere diverse posizioni, lasciandomi da solo al comando. I piloti alle mie spalle, in sella a mezzi anche più potenti della SEM, mi hanno tallonato per tutta la manche. Grazie a un buon sangue freddo, a un tecnica di guida pulita e scorrevole e soprattutto grazie alla spinta costante del motore SEM e dei miei polpacci, sono riuscito a tenerli tutti dietro fino alla fine.

Cos’hai provato quando hai tagliato il traguardo vincendo anche la seconda manche?

Devo dirvelo, ancora non ci credo. Ho vinto un Campionato del Mondo. Sono di Varese e l’ho fatto su una bicicletta assolutamente rivoluzionaria. Sono molto orgoglioso di avere portato la Motobike di Mesenzana sul tetto del mondo e sono molto contento di poter collaborare con questa azienda.

Quindi pensi di continuare a correre per la SEM anche la prossima stagione?

Vedremo, ho molto da fare! Oltre ad essere un pilota di bici e moto, gestisco un centro revisioni specializzato in ammortizzatori da competizione, la ASD Racing Suspension. Questa esperienza ha fatto avvicinare le nostre aziende che inaugurano così una splendida collaborazione. Il nostro comune partner, Andreani Group, è il distributore ufficiale di Öhlins per l’Italia e lavora in modo impeccabile con entrambi. Noi abbiamo portato la versione Evolution della Venom, equipaggiata proprio con quelli che sono dichiaratamente i migliori ammortizzatori del mondo, a vincere il mondiale e ci auguriamo che i nostri fornitori siano molto orgogliosi di noi.

Quindi avete degli sponsor di un certo livello?

Per ora non sono sponsor ma ottimi partner. Anche Pirelli, con un nuovo progetto basato sui suoi pneumatici Scorpion, ha fornito a SEM uno strumento importantissimo. Le nuove gomme con le quali abbiamo vinto queste gare hanno peculiarità uniche e permettono di scaricare a terra tutta la potenza del motore SEM senza alcun pensiero. Questa versione così completa offre un feeling alla guida assolutamente impareggiabile, una reattività sconfinata e una capacità di gestione incredibile.

Quindi, a parte il chiaro ringraziamento a Giorgio Semolini per averti “scelto”, vuoi ringraziare qualcun altro?

Quindi grazie a tutti, allo Zio Sem, a tutta la squadra, in particolare ad Hassan, che è il miglior meccanico che potessimo avere, e a tutte le persone che fino ad oggi hanno aiutato sia me che la SEM. Insieme, siamo arrivati al top! Un grande grazie anche a Marco Gnassi con il quale abbiamo condiviso un’avventura veramente fantastica.

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