Packaging è il termine inglese utilizzato per indicare l’imballaggio di un prodotto, il suo confezionamento.
Secondo l’articolo 218 del decreto legislativo 3 aprile 2006 l’imballaggio viene definito come il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo.
Con il tempo, dunque, il packaging non riguarda più esclusivamente la protezione e l’imballaggio del prodotto fine a se stesso ma entra a far parte a tutti gli effetti delle strategie di marketing e pubblicità e dei progetti di vendita.
Tre tipologie di packaging
L’imballaggio segna la vita di un prodotto a partire dal suo stoccaggio e possiamo immaginare come ad ogni momento di questa vita possa corrispondere una tipologia differente di confezionamento anche in virtù della funzione che quest’ultima deve avere.
Le tre grandi tipologie che vengono distinte dal decreto legislativo n°152 del 3 Aprile 2006 sono:
– imballaggio primario (per la vendita);
– imballaggio secondario (multiplo);
– imballaggio terziario (per il trasporto).
L’imballaggio primario non è altro che “il primo rivestimento” che avvolge il singolo prodotto pronto al consumo. È l’imballaggio per la vendita, quello destinato esclusivamente al consumatore finale e oltre ad avere una funzione protettiva ha un’importantissima funzione di marketing e pubblicitaria; il suo scopo è evidenziare la peculiarità del prodotto, la “brand identity” e convincere il più possibile l’acquirente sulla validità del prodotto. Non dobbiamo dimenticare anche la sua funzione essenziale: essendo l’imballaggio primario è anche quello direttamente a contatto con il prodotto e che deve conservarne l’integrità senza causare alterazioni.
L’imballaggio secondario è comunemente detto “multiplo” raggruppa un numero definito di prodotti: nel gergo comune viene definita come “confezione” (per avere un’idea più chiara). Si trova nei punti vendita e può essere rimossa senza intaccare il prodotto in sè. Il suo scopo è finalizzato alla gestione del magazzino e al rifornimento degli scaffali, quindi, sia il venditore che il consumatore possono interagire con quest’ultima.
L’imballaggio terziario, come riportato precedentemente, è adibito al trasporto. A differenza delle altre due tipologie non è mai manipolato dai consumatori e si rivolge esclusivamente agli operatori addetti alla catena di distribuzione. È l’imballaggio che viene contemplato per facilitare la logistica e il trasporto di elevate quantità di prodotti di vendita o di imballaggi secondari. Esempi possono essere i bancali, i pallet e per essere realizzati queste tipologie di packaging necessitano l’utilizzo di macchinari specifici quali reggiatrici, avvolgitrici e incappucciatrici.
Ovviamente ogni tipologia di prodotti prevedono un differente tipo di imballaggio nelle forme, nei materiali e nelle funzionalità. Sono svariate le aziende che si occupano di rifornimenti di macchinari da imballaggio, di consulenze e che si destreggiano ormai da anni in questo settore.
Per avere idee più chiare si può visitare il link seguente www.almapackaging.com per avere ulteriori informazioni e poter osservare concretamente tali macchinari e il lavoro da essi compiuto:
Il materiale degli imballaggi
Ogni diversa tipologia di imballaggio prevede, naturalmente, l’uso di materiali diversi (legno, vetro, carta, plastica, alluminio, acciaio) ognuno dei quali va incontro ad un percorso di smaltimento differente. Proprio in virtù della riciclabilità dei prodotti e delle problematiche ambientali contemporanee si sta cercando di eliminare completamente l’uso della plastica. L’organo di competenza per lo smaltimento dei rifiuti da imballaggio è il CONAI, il consorzio nazionale degli imballaggi. Le leggi sono particolarmente severe sull’uso di specifici materiali per imballare determinati prodotti: per gli alimenti è severamente vietato usare materiali che rilasciano sostanze tossiche, in particolare se sottoposti a calore, e devono garantire protezione sanitaria totale.
Packaging e la personalità del prodotto
Il colore, la forma, il materiale della confezione, sono tutte caratteristiche che contribuiscono ad implementare l’attrattività del prodotto. Il packaging è l’outfit dei prodotti ed ha una sua influenza nella mente del consumatore al momento della scelta dell’acquisto tanto da essere equiparato alla qualità del prodotto stesso.
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