La terza dose in Lombardia? Una decisione necessaria, da prendere entro i primi giorni di settembre. Così il consulente regionale per la campagna vaccinale anti Covid, Guido Bertolaso, ha tracciato le tempistiche dell’operazione terza dose in una intervista al Corriere della Sera.
Per Bertolaso l’ulteriore giro di immunizzazione è una indiscutibile esigenza. Si tratta di rafforzare la protezione in vista dell’autunno – ha spiegato il consulente al quotidiano milanese – per gestire nel modo migliore l’eventuale impatto, sulla situazione contagi, del rientro dalle ferie e del rientro in classe.
Il vaccino funziona – ha sottolineato ancora Bertolaso nel corso dell’intervista – citando come prova dell’efficienza della cura, il basso tasso di occupazione di terapie intensive e altri reparti.
Per la gestione organizzativa e logistica delle nuove somministrazioni la Regione ha già pronto un piano redatto dai vertici lombardi con i dirigenti medici e i tecnici. Un piano portato a Roma e discusso con il generale Francesco Figliuolo. I riscontri sono stati positivi. Nel dettaglio si tratterà di allestire una serie di hub di piccole e medie dimensioni, uno ogni 100 mila abitanti circa, per un totale di 60 – 70 centri in tutta la Lombardia, dove i grandi hub resteranno in attività solo in parte (probabilmente, ha affermato Bertolaso, resterà attivo un grande hub per ogni capoluogo).
I medici di famiglia avranno un ruolo centrale nelle somministrazioni per non incidere eccessivamente sulle mansioni ospedaliere. Per la terza dose verranno utilizzati prevalentemente i vaccini Pfizer e Moderna. Si inizierà con gli anziani delle rsa, gli over sessanta e le persone fragili con patologie. Non appena le autorità sanitarie prenderanno posizione.
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