“Laveno Mombello senza fuochi. Laveno attrae sempre, è al centro del lago e offre l’incantevole abbraccio del golfo, ma farebbe piacere che tutti quanti, a partire da chi sta per primo ad accogliere, nei ristoranti, bar, gelaterie e negozi si proponga di sorridere alla vita, agli ospiti”.
Inizia così una lettera inviata alla nostra redazione da Stefano Introini, candidato sindaco a Leggiuno, cittadino lavenese ed ex dipendente comunale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Luino. “È molto più facile sistemare un lungolago, fare una rotonda e ahimè, abbattere il cavalcavia, che fare una ‘operazione sorriso’, si sa; ma dobbiamo metterci in testa che chi gestisce un esercizio pubblico non sta ‘in prima linea’ a combattere la presunta furbizia del turista nemico, bensì ha la enorme responsabilità di esprimere l’anima del luogo”.
“So delle difficoltà di prenotare sul lago a ferragosto e avendo ospiti una ventina di amici stranieri, dopo almeno quattro, comprensibili e onesti rifiuti, finalmente sul lungolago di Laveno, mi prenotano per 22 persone avvertendomi che saremmo stati in veranda. Arriviamo puntuali alle 21 – continua Introini -, e ci vediamo infilare in 22 in metà veranda perimetrata da fastidiose impennate di vetro con un sopraluce aperto che ben poco poteva contribuire ad evitare che quello spazio fosse presto trasformato in un vero e proprio acquario per la possibile coltivazione della variante Delta… al mio rifiuto ed invito agli amici di andarsene dopo avere saldato i primi drink immediatamente ordinati, comincia tutto quello che possiamo pensare come l’opposto del vecchio e sano adagio de ‘il Cliente ha sempre ragione’: ovvero mi sento dire che io ero consapevole di avere prenotato nell’acquario, la titolare, sullo sfondo, la sento dire da lontano ‘io con quelli non ci parlo’ e via di questo andazzo”.
“Alcuni amici indispettiti se ne sono andati, la maggior parte, dopo insistenze varie siamo stati accomodati in tavoli su un plateatico improvvisato immagino ben oltre il perimetro assegnato dal Comune e a pochi centimetri dal passaggio, ogni mezz’ora circa, dell’auto di servizio delle forze dell’ordine. All’interno, in perfetto stile Schettino, il comandante della nave proferiva vari termini che non so se riferiti o meno a noi, ma sicuramente inappropriati per chi sta dietro al bancone“, prosegue ancora.
“Si dirà che è ferragosto, va bene, va bene tutto, ma proprio perché ferragosto è una vetrina, vi assicuro che i miei gentili ospiti, la prossima volta sceglieranno la sponda piemontese, che da qui peraltro resta sempre molto bene illuminata; poi non so se da là se si vedono i lampioni spenti in via Labiena o alcune delle luci intermittenti. E ciò è un vero peccato stante l’enorme sforzo che il Comune sta facendo, dimostrando grande coraggio questa Amministrazione, per tante e lodevoli iniziative come il suggestivo e imparagonabile concerto proprio di ieri sera in Villa Frua”.
“Infine e con tutto il più grande rispetto per chi comunque a ferragosto lavora, non posso non osservare che da sicuramente la grande sensazione di sicurezza il frequente passaggio delle forze dell’ordine sul lungolago pedonale, ma forse, senza scomodare i poliziotti a cavallo di Londra e New York nelle pedestrian areas, forse ci potrebbe essere un modo più, diciamo così sostenibile e discreto che il passaggio in auto e non elettrica a pochi centimetri dai tavolini“, conclude Introini.
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Mammamia io capisco lo zelo propagandistico di un candidato sindaco, ma spero non redigerà cosi anche i documenti programmatici del suo comune se vincerà le elezioni, perchè capisco la foga del cliente lamentoso ma il suo scritto fa venire il mal di mare!!! se la prende con tutti, gestori, camerieri forze dell’ordine, persino col meteo umido!!! Mi chiedo ma i 22 amici non poteva portarseli a casa e chiamare un delivery? mirtilla malcontenta a lei le fa un baffo!!!!!