Con il decreto legge 44/2021 del 1 aprile scorso è stato imposto l’obbligo di vaccinazione a tutti coloro che svolgono professioni sanitarie e per tutti gli operatori di interesse sanitario che operano a contatto diretto con gli utenti e che possono, per questo motivo, rappresentare un rischio più elevato nell’ottica del contagio da Covid-19.
Dopo diversi mesi di valutazioni metodiche e scrupolose portate avanti da ATS Insubria, incrociando dati provenienti da database diversi e verificando la situazione di ogni singolo operatore, si è giunti ai primi provvedimenti sospensivi per coloro che, ancora adesso, non hanno assolto all’obbligo vaccinale.
Proprio in queste settimane l’ATS sta inviando le notifiche ai vari ordini professionali e ai datori di lavoro per indicare quali sono i dipendenti che hanno deciso di non farsi somministrare alcun vaccino, tra cui figurano appartenenti a tutte le professioni sanitarie, dai medici ai biologi.
In provincia di Varese sono circa 300 (il 60% del totale, che si aggira sui 500 comprendendo anche parte del Comasco) i sanitari coinvolti, per i quali saranno i datori di lavoro a decidere se procedere a un cambio di mansione che non preveda contatto con il pubblico o alla sospensione dal lavoro fino alla regolazione della posizione vaccinale, così come previsto dal decreto.
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