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Valcuvia | 1 Agosto 2021

Valcuvia, cavallette ovunque: dai campi scatta l’allarme

Gli insetti devastano il Campo dei Fiori, prendendo d'assalto le piante selvatiche e le coltivazioni. le condizioni climatiche hanno spinto la proliferazione

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Le cavallette hanno preso d’assalto il Campo dei Fiori è in diversi settori dell’immensa area naturale la situazione si è fatta preoccupante.

Miranella Formosanda è il nome della cavalletta, comunemente nota come “saltamartino”, che ha messo in agitazione amministratori e proprietari dei terreni per via della propensione a devastare gli orti, che determina il puntuale ritorno dell’animale. Ma quest’anno l’azione della cavalletta, per via del contesto climatico alterato, risulta essere ancora più letale.

L’entomologo Carlo Morelli attraverso le pagine del quotidiano La Prealpina ha spiegato che la causa principale della marcata proliferazione in atto è da ricercare soprattutto in annate caratterizzate da inverno mite e scarsamente piovoso, temperature elevate, assenza di predatori naturali.

Il problema allo stato attuale è percepito soprattutto nei territori tra Brinzio, Cabiaglio, Azzio, Orino, Cuvio, Bedero, Masciago. “Non solo – si legge sulle pagine del quotidiano locale – il manto boschivo meridionale della Martica appare chiazzato di marrone, come fossimo già in autunno, segno che la cavalletta ha iniziato da settimane ad attaccare le foglie di faggi e castagni. Nei giardini è difficile rimanere a lungo perché se ne trovano a decine per metro quadro”.

Ancora più preoccupante è il disagio prodotto da un’altra specie, la Popillia Japonica: gran divoratrice di piante selvatiche e coltivazioni. L’insetto, originario del Giappone, ha invaso i campi già all’inizio dell’estate, anche fuori dai confini della Valcuvia.

Quali sono le soluzioni da mettere in atto? Per le cavallette, si apprende ancora dall’articolo pubblicata da La Prealpina, bisognerà attendere la primavera, per agire così dopo la posa delle uova ricorrendo ad apposite sostanze da spargere tra i terreni. Per la Popillia, invece, la Regione ha ordinato il posizionamento di trappole che non hanno però portato, fino a qui, alla risoluzione del problema.

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