Economia | 27 Luglio 2021

Giappone, arriva un’altra stretta sulle monete digitali

L’intenzione è quella di provvedere all’introduzione di una vera e propria regolamentazione circa la circolazione di queste valute digitali. Ecco tutti i dettagli

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Anche il Giappone ha tutta l’intenzione di sistemare il comparto criptovalute. Non per le feste, quanto piuttosto l’intenzione è quella di provvedere all’introduzione di una vera e propria regolamentazione circa la circolazione di queste valute digitali, sia che si tratti di crypto che di stablecoin.

Una situazione a cui tutti coloro che sono soliti investire nelle criptovalute devono prestare la massima attenzione. Infatti, la FSA, acronimo che sta per Financial Services Agency, sta pensando seriamente di introdurre una nuova divisione, il cui scopo dovrebbe essere quello di monitorare, vigilare e controllare con adeguata costanza tutto ciò che riguarda la finanza decentralizzata.

Non solo, dato che il Ministro delle Finanze avrebbe comunicato in via ufficiale un obiettivo ben preciso, ovvero quello di aumentare in maniera proporzionale il quantitativo di membri che fanno parte dello staff che si occupa proprio di porre un rimedio e trovare una soluzione a questa situazione.

Le nuove regole giapponesi per la finanza decentralizzata

Un’indiscrezione che è stata diffusa da parte dell’agenzia di stampa Reuters, che a sua volta ha riportato diverse fonti che potrebbero essere legate a queste iniziative, ma chiaramente hanno preferito restare anonime. Ad ogni modo, a ridosso praticamente da tutti i vari rumors che riguardavano l’emissione dello yen in formato digitale, ecco quest’altra notizia che può avere un impatto importante sul mondo delle criptovalute.

Ebbene, il progetto in realtà segue perfettamente quanto messo in evidenza tramite le conferme che sono arrivate negli ultimi giorni dalla Bce di Francoforte. L’intenzione, infatti, è quella di realizzare l’euro digitale nel corso dei prossimi anni.  Non solo, visto che sempre a Bruxelles si sta discutendo animatamente sulla possibilità di introdurre una nuova agenzia esclusivamente dedicata a tale scopo, ovvero la AMLA, Anti-Money Laundering Authority.

Una mossa che avrebbe come obiettivo non solamente le criptovalute più famose e diffuse, come ad esempio Ethereum piuttosto che Bitcoin, ma anche naturalmente le stablecoin. Tutto questo, nonostante le stablecoin che sono state proposte sul mercato, fino a oggi, non hanno avuto certamente gran fortuna, mettendo in evidenza come le premesse non sempre sono facilmente rispettabili, almeno in riferimento all’adozione.

Tra le stablecoin che hanno maggiormente deluso troviamo sicuramente Diem, che un tempo si chiamava Libra, che è stata lanciata sul mercato con titoloni e tutti gli onori della cronaca da parte di Facebook nel 2019 e da un buon numero di aziende Partners, che progressivamente, con il passare del tempo, si sono fatte da parte.

Le possibili conseguenze a livello mondiale

Quali possono essere le conseguenze di tutto quello che sta succedendo a livello mondiale? Bisogna certamente dare un’occhiata in primis alle transazioni, che stanno subendo degli stravolgimenti di non poco conto. Giusto per fare un esempio, quella che è considerata da parte di tutti gli addetti ai lavori come la moneta digitale per eccellenza, ovvero Bitcoin, sta subendo un duro colpo dietro l’altro. Nel corso del mese di giugno, infatti, le transazioni della più celebre delle valute digitali ha subito un duro stop, con una rapida discesa in riferimento al volume.

Sarà certamente curioso e anche molto interessante provare a comprendere meglio come le scelte del Governo giapponese potrebbero influenzare il mercato delle criptovalute. In modo particolare, sarà utile provare a capire quali saranno le conseguenze sulla circolazione delle criptovalute così come delle stablecoin, anche se in realtà l’iniziativa su cui stanno riflettendo a Tokyo riguarda dovrebbe, almeno sotto il profilo teorico, anche se purtroppo per ora siamo solamente nel campo delle supposizioni, essere simili, o comunque avere tanti punti di contatto, con le medesime scelte già poste in essere in tanti altri Paesi del mondo.

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