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Varese | 19 Luglio 2021

Oltre 120 i nuovi volontari in forze alla Protezione civile di Varese

Ieri una giornata intensa che ha visto anche tanti giovanissimi seguire le esercitazioni pratiche a Malnate. Il consigliere Barcaro: “Affiatamento chiave di volta”

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Si è conclusa ieri, domenica 18 luglio, la parte pratica operativa per diventare volontari di Protezione civile, organizzata dalla Provincia di Varese, con il prezioso supporto del Comitato di Coordinamento del Volontariato. L’attività, che ha visto la partecipazione di oltre 120 nuovi volontari, sapientemente seguiti da funzionari e volontari esperti, si è svolta presso il Polo delle Emergenze delle Fontanelle, nel territorio comunale di Malnate, dove i volontari hanno lavorato, braccio a braccio, con esercitazioni che si sono svolte in modo coordinato e puntuale.

Rispettando lo scrupoloso standard impartito da Regione Lombardia – tramite la Scuola Superiore di Protezione Civile -, i volontari hanno seguito la parte teorica, 16 ore di formazione in modalità FAD (Formazione a Distanza), distribuite nel corso di poco più di un mese, nonostante l’emergenza nazionale Covid 19. La regia dell’iniziativa è stata gestita direttamente e in simbiosi tra il settore Protezione Civile provinciale e il supporto del Comitato di Coordinamento  dei volontari (una sorta di rappresentanza della voce del volontariato di protezione civile) che, tramite volontari esperti,  ha poi organizzato le prove pratiche.

Quale punto nodale delle operazioni è stato individuato il Polo delle Emergenze, presso la frazione di Gurone in località Fontanelle, da anni sede operativa e logistica della Colonna Mobile Provinciale, centro di partenza di tutte le emergenze di carattere provinciale, regionale e nazionale. Il Polo delle Emergenze si è confermato come luogo strategico per le prove pratiche ed esercitative anche per la formazione pratica dei nuovi volontari.

La localizzazione altamente strategica (si pensi alla sua collocazione a livello regionale) in area molto ben servita dalle arterie di collegamento principali, ancorché in luogo marginale rispetto alle zone abitate ha consentito, inoltre, di gestire in modo più agevole le varie esercitazioni sul campo. “Questo modus operandi – commenta Alberto Barcaro, consigliere delegato alla Protezione Civile della Provincia di Varese – ha permesso ai volontari di operare costantemente in scenari di protezione civile, molto spesso dinamici e non sempre delineati”.

Nell’arco della domenica, i nuovi aspiranti volontari hanno compreso quanto sia importante un’organizzazione capillare e puntuale, e quanto lavoro e impegno siano necessari nella preparazione continua e meticolosa che una struttura di funzionari di elevata competenza, attiva e sempre proattiva nei confronti del volontariato, molto affiatata con i volontari esperti, è in grado di attivare, facendo la differenza.

La sinergia che si è attivata, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, sia dell’Ente pubblico provinciale, che del volontariato organizzato, ha permesso di vivere un’esperienza di elevata qualità che tutti i nuovi volontari porteranno nei rispettivi gruppi ed associazioni, nonché nelle proprie famiglie.

Osserva Barcaro: “L’affiatamento del gruppo è la vera chiave di volta del successo del Volontariato di Protezione Civile. Il ruolo guida, di elevata responsabilità anche di carattere penale,  sia di matrice organizzativo-gestionale-amministrativo dei funzionari dell’Ente Provincia e il ruolo operativo del volontariato sono, nel rispetto reciproco delle differenti figure, la forza del Sistema di Protezione Civile che il mondo intero, senza enfasi, ci invidia. L’insegnamento del mai dimenticato On. Zamberletti è stato più che mai lungimirante: il coordinamento è il segreto del Sistema, senza prevaricazione, ma sempre nel rispetto delle funzioni e attività, finalizzate al superamento delle emergenze”.

E questo è un primo step, in quanto svolgeranno, nei prossimi mesi, la prova pratica non meno di 500 nuovi volontari, in continuo aumento.

La compagine dei 120 corsisti proveniva dall’intero territorio provinciale, senza alcuna distinzione di area o bacino, proprio perché la Protezione Civile è diffusa sull’intera provincia, con un unico linguaggio ed un’organizzazione ben delineata (chi fa, come e cosa fa). E’ un percorso che ha un ritorno sociale elevato, nella quotidianità come in famiglia, e per alcuni è una nuova entusiasmante esperienza. Molti i giovani, ragazzi di 18 e 19 anni, pronti ad essere attivati e formati per divenire Volontari di Protezione Civile affiancati, in un sol corpo, a persone più esperte e preparate.

L’importanza della previsione degli eventi calamitosi e la preparazione dei singoli volontari, in un modello organizzato ad elevata specializzazione quale quello della Colonna Mobile Provinciale, con le attività di prevenzione continua e di monitoraggio del territorio, sono di certo un approccio vincente che prepara ogni cittadino alle emergenze che ai nostri giorni ci vedono in prima linea.

“Per la nostra Protezione Civile non ci sono domeniche o festività che tengano: quando il territorio chiama noi siamo sempre disponibili – continua Barcaro -. La Provincia di Varese esiste e, crediamo fortemente, che anche nella prossima riforma della legge regionale verrà ancor di più valorizzata per migliorare e migliorarci sempre di più”.

“La mattinata – puntualizza il consigliere – è continuata a Viggiù, paese che mi ha di fatto adottato, per la consegna di un automezzo al Gruppo Comunale di Protezione Civile. Dopo i mesi scorsi, ho avuto modo di veder crescere il Gruppo Comunale e sono felice dei risultati raggiunti sia per la capacità organizzativa e di coinvolgimento, sia per la lungimiranza dell’Amministrazione Comunale, che ringrazio veramente di cuore, per l’attestato di stima e riconoscenza che mi ha riservato”.

Il consigliere ricorda infine che entro giovedì 5 agosto le amministrazioni comunali possono (“meglio: devono”) partecipare al bando pubblicato da Regione Lombardia per l’implementazione degli automezzi e attrezzature per Protezione Civile. Si tratta di un contributo, a fondo perduto, fino al 90% delle spese sostenute (indicate con un massimale di 40.000 euro). “Quale occasione migliore – conclude Barcaro – per rinnovare il parco mezzi che in questi ultimi mesi hanno macinato centinaia e centinaia di chilometri?”

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