Alcune rilevazioni recentemente effettuate dall’ambasciata italiana presso la Confederazione elvetica hanno fornito un verdetto che non sorride agli automobilisti dell’alto varesotto. E’ infatti sfumata la possibilità di una reintroduzione della carta sconto benzina entro la fine del mese di luglio.
Il motivo? “Non ci sarebbero infatti i 5 centesimi di euro di margine al litro fra il prezzo alla pompa della Confederazione elvetica e quello riscontrato in Italia”, si apprende da un articolo pubblicato da La Prealpina e firmato da Nicola Antonello. I prezzi rilevati riguardano “otto stazioni di servizio e il prezzo più basso per la benzina a 95 ottani è stato registrato all’Avia di Caslano, poco dopo Lavena Ponte Tresa: era pari a 1,59 franchi al litro (ovvero 1,46 euro al cambio odierno).
Tuttavia la Federazione autonoma italiana benzinai di Varese (Faib) non ci sta, e sempre attraverso le pagine del quotidiano locale ha fornito alcuni spunti per la revisione del meccanismo che determina i margini della reintroduzione del servizio, importante per tutta la fascia di confine, soprattutto dopo il ripristino della normalità con la zona bianca, e visto l’incremento di prezzo del carburante, registrato negli ultimi tempi, che ha reso nuovamente concorrenziale il rifornimento presso i distributori d’oltre confine (come peraltro già evidenziato a fine maggio in Regione Lombardia, attraverso una mozione presentata in Consiglio dalla vice presidente Francesca Brianza).
Massimo Sassi, presidente di Faib Varese, ha spiegato a La Prealpina quelli che a suo giudizio sono attualmente i punti critici della rilevazione, a cominciare dal riferimento al distributore “storicamente più caro” e ad altri che si trovano in una fascia non propriamente alla portata dei cittadini che abitano a ridosso del confine. Per questo, secondo Sassi, le rilevazioni dovrebbero essere effettuate soltanto nelle zone in prossimità dei valichi, le stesse che fungono da riferimento per le comunità lombarde di confine.
“Inoltre, forse, sarebbe il caso di aumentare i punti di rilevazione – ha aggiunto Sassi – perché, francamente, calcolarne solo otto ogni tre mesi, quando in ballo ci sono milioni di euro, pare un po’ pochino per avere una media veramente ponderata”.
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