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Cuvio | 10 Luglio 2021

Cuvio, una folla rende omaggio a Federico. “Buon viaggio e buon volo, ora proteggici”

Commoventi i funerali celebrati questa mattina al campo sportivo del paese. Il silenzio durante la funzione ha lasciato spazio ai cori degli amici di una vita

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“Ciao Fede… 6 per sempre”. Questa la scritta che si poteva leggere questa mattina sulle magliette di amici e compagni di squadra di Federico Calzati, durante i suoi funerali. Il 21enne venerdì scorso è scomparso tragicamente nell’incidente avvenuto sulla strada statale a Rancio Valcuvia.

Centinaia le persone presenti, che hanno voluto rendergli omaggio per l’ultima volta, stando vicino ai genitori Marco e Susanne, alla sorella Alessia e al fratello Francesco. Una funzione, quella celebrata da don Lorenzo Butti, che ha cercato, attraverso le parole di fede, di colmare, almeno in minima parte, il vuoto enorme tangibile che Federico ha lasciato in tutta la comunità di Cuvio e, soprattutto, in quello della Valcuviana, società sportiva del paese.

Pensieri, ricordi e silenzio, quel silenzio malinconico che fa viaggiare la mente di tutti, portando ad immaginare i momenti trascorsi insieme, tra risate, serate in famiglia, tra parenti e amici, senza dimenticare anche il vissuto del clima spogliatoio. Tutto questo si respirava questa mattina, osservando in religioso rispetto le esequie, che hanno trasmesso ai presenti l’amore e l’affetto di una comunità nei confronti di un ragazzino, spirato via troppo in fretta.

E questo lo si è evinto anche dalle parole del presidente Gianluca Testa, a fine celebrazione, quando, dopo che la tromba ha suonato il silenzio, ha preso la parola: “Ciao Fede, non ci sono parole per descrivere tutto questo. Possiamo ricordare solo a tutti chi eri tu, Federico… potevi sembrare un ragazzo schivo e solitario, ma invece noi che ti conoscevamo possiamo dire che eri il primo a sacrificarti per gli amici e i compagni di gioco, ma anche per chiunque chiedesse aiuto”.

Un aneddoto, quello raccontato dal presidente, è significativo rispetto alla persona che era il 21enne: “Dopo aver provocato l’espulsione e il rigore nella partita contro il Varese era molto dispiaciuto. Mi ha detto ‘Pres, scusami, non ho fatto apposta. Ho messo in discussione la promozione in Seconda’. E io guardandolo, gli ho detto: ‘Fede, stai sereno, non hai fatto nulla, pensiamo già a domenica prossima’. La promozione la abbiamo ottenuta lo stesso. È andata proprio così”.

Commovente anche il momento in cui il presidente della Valcuviana ha consegnato ai genitori la maglia numero “3”, firmata da tutti i compagni di squadra, auspicando che il fratello più piccolo possa, un giorno, indossare la stessa maglietta di terzino alla quale era legatissimo Federico.

“In questi giorni – ha continuato Testa – fatico a vivere il campo, vedo ovunque Federico. Lo dico da presidente e da genitore, questa è una grande perdita per tutti noi. E poi Fede, mi rivolgo a te, ti voglio chiedere una cosa: dacci la forza di conservare nel cuore il ricordo di te. Ora sei libero di volare, proteggici e grazie di far per sempre parte di questa famiglia. Buon viaggio e buon volo”. La salma di Federico ha poi proseguito il suo viaggio verso Varese per la cremazione.

E dalla parte di chi scrive, queste parole non possono che essere condivise appieno, per un giovane che non conoscevamo personalmente, ma che ci ha fatto rivivere quel tragico 11 giugno 2004, quando a Maccagno, un amico, un altro giovane come lui, aveva perso la vita a causa di un drammatico incidente. E oggi a Luca, si è aggiunto anche Federico, per una partita di calcio senza confini e che durerà per l’eternità.

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