Il gup di Varese Giuseppe Fertitta ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giulia Grillo e le quattro persone indagate per il suicidio avvenuto presso la casa di riposo “Residenza Prealpina” di Cuvio la sera del 21 marzo 2017, andranno a processo. L’accusa è di cooperazione in omicidio colposo.
A togliersi la vita, gettandosi dalla finestra della sua stanza, fu un uomo di settantaquattro anni affetto da grave disabilità intellettiva. Rimase incagliato nei pali della cancellata situata sotto la stanza e venne ritrovato solo a distanza di alcune ore dal personale della struttura. In precedenza aveva già tentato l’estremo gesto, così come l’allontanamento dalla residenza.
Per via delle patologie da cui era affetto, l’uomo necessitava di una assistenza continua, in ogni momento della giornata. Ed è questo l’elemento fondante dell’accusa: il personale non avrebbe vigilato correttamente sul soggetto, attivando poi i soccorsi con troppo ritardo. Anche l’effettiva idoneità della residenza della Valcuvia ad ospitare un paziente così fragile è un aspetto che verrà affrontato in sede dibattimentale.
Le persone rinviate a giudizio, difese dagli avvocati Corrado Viazzo e Vera Dall’Osto, sono il direttore della casa di riposo, un medico e due oss in servizio il giorno del fatto. La prima udienza è fissata per il 2 novembre.
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