La truffa del falso nipote finisce in tribunale a Varese dove un uomo di trentacinque anni, originario della provincia di Biella, è a processo con l’accusa di aver approfittato di una anziana signora di Cremenaga, facendosi consegnare denaro in contante e gioielli.
Lo schema, ormai tristemente noto sul territorio dell’alto Varesotto, così come in Ticino, prevede il ricorso ad una identità fittizia con cui richiedere soldi sfruttando il coinvolgimento emotivo della vittima, dopo aver annunciato una malattia, una grave situazione di diverso genere, un’esigenza non rinviabile oppure un qualsiasi altro stato di vulnerabilità economica.
La vicenda in questione, stando a quello che si apprende dal quotidiano La Prealpina, risale all’ottobre 2018. L’uomo fece squillare il telefono dell’anziana, una ottantenne del paese, presentandosi come il nipote Silvio (realmente esistente) e formulando la richiesta di ventimila euro da ottenere urgentemente per l’acquisto di una abitazione all’asta.
“La voce di colui che si presentava come il nipote non la convinceva e glielo disse apertamente – si legge nella ricostruzione dei fatti fornita dal quotidiano locale -. ‘Ho una tracheite’, si giustificò lui. Poi, con la sua parlantina, la spinse a dargli i mille euro che aveva in casa, altri tremila che andò a prelevare all’ufficio postale e persino a mettere un sacchetto con i suoi preziosi, per un peso di 200 grammi”.
Le telecamere di videosorveglianza ripresero l’incontro avvenuto in paese e consentirono ai carabinieri di Lavena Ponte Tresa di identificare l’uomo, a seguito della denuncia effettuata dalla donna, la quale scoprì la truffa solo dopo il rientro a casa, chiamando il vero nipote. Il dibattimento inizierà a novembre e altri cinque anziani, tutti residenti a Cremenaga, verranno chiamati in aula a testimoniare in quanto vittime di ulteriori presunti raggiri, messi in atto durante lo stesso giorno di ottobre di tre anni fa. Ma fortunatamente non andati in porto.
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