Rischia una pena che va dai sei ai dodici anni di reclusione il trentatreenne a processo a Varese per lesioni personali gravissime, inflitte il 25 luglio di otto anni fa, con un coltello, ad un suo conoscente. Fuori da un bar di Marchirolo.
La persona che a seguito di quella aggressione ha riportato uno sfregio permanente al viso, è un quarantasettenne del paese che si è costituito parte civile nel procedimento. “Un processo che aveva già vissuto una prima fase davanti al giudice monocratico, nel 2015 – si apprende dalle pagine del quotidiano La Prealpina – poiché inizialmente era stato contestato il reato di lesioni ‘semplici’. La modifica del capo d’imputazione aveva però portato il fascicolo davanti al gup e, quindi, al collegio”.
I due, si apprende ancora dalle pagine del quotidiano locale, avevano discusso, alcuni giorni prima del fatto, per una ragazza. La fidanzata del quarantasettenne. Si erano poi rivisti casualmente fuori da un bar di Marchirolo e lì era scattata la resa dei conti.
Dagli insulti si era passati alle mani e poi era spuntato il coltellino che l’imputato, stando a quello che ha raccontato in aula, avrebbe impiegato a scopo difensivo, in quanto l’altro uomo avrebbe cercato di colpirlo alla testa con un boccale di birra. I fendenti furono cinque, al petto e al volto. La sentenza è attesa per la fine di giugno.
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