A Porto Ceresio l’attesa per l’ormai imminente stagione estiva è accompagnata da prospettive tutt’altro che felici, stando al quadro descritto da alcuni commercianti del borgo lacustre e riportato in un articolo del quotidiano La Prealpina, firmato da Sabrina Narezzi.
Per diversi proprietari di ristoranti e bar che si affacciano sul lungolago, i concetti di ripresa, ritorno progressivo alla normalità, superamento delle restrizioni legate alla pandemia, sono al momento oscurati da quello che accade in piazza Bossi. O meglio, da come si presenta la piazza, situata nel cuore del paese.
Il malcontento generale, come si apprende da La Prealpina, è determinato dalla sensazione, comune a molti commercianti, di essere stati abbandonati a sé stessi al momento della riapertura, privati di un appoggio istituzionale – tuttora assente – per quel che riguarda la gestione della piazza dal punto di vista del decoro e dell’ordine pubblico.
In altre parole gli esercenti, nelle ultime settimane, hanno scoperto che tocca a loro occuparsi del decoro della piazza, della pulizia e perfino dell’abbellimento del luogo, tanto che, stando ancora alle informazioni che arrivano dal quotidiano, i titolari dei locali hanno provveduto di tasca propria ad acquistare dei fiori per rendere più colorato e attraente lo spazio tra i tavolini all’aperto e la passeggiata sul lungolago.
Come se tutto ciò non bastasse, alle criticità evidenziate si aggiunge il problema del sabato sera, e più in generale del weekend. Un problema che scatta puntualmente con il coprifuoco, quando le compagnie di giovani possono appropriarsi indisturbate di tavoli e sedie, e proseguire la serata senza alcun controllo, abbandonando poi rifiuti in gran quantità – soprattutto bottiglie di vetro -, e lasciando l’incombenza della rimozione e pulizia ai proprietari.
Le segnalazioni dirette al Comune e alla Polizia locale non hanno sortito gli effetti desiderati. E nel frattempo qualcuno, preso dallo sconforto, ha ribattezzato il paese “Sporco Ceresio”. Per rendere meglio l’idea.
Foto di copertina © Alessia Aurecchia, da “Porto Ceresio Web” (Facebook)
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