Stresa | 7 Giugno 2021

Strage della funivia, incidente probatorio e fermi: ore decisive

Attese per oggi le novità sulla richiesta di accertamenti non ripetibili, avanzata dalla difesa di Tadini, e sul ricorso per la scarcerazione degli altri due indagati

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(Foto di copertina © Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Twitter) Entro la giornata di oggi il gip Donatella Banci Buonamici deciderà in merito alla richiesta di incidente probatorio, su fune traente e cabina, presentata dalla difesa dell’unico indagato sottoposto ai domiciliari per la strage dell’impianto di risalita Stresa – Mottarone, il caposervizio Gabriele Tadini.

Una richiesta su cui la procura di Verbania, attraverso la procuratrice Olimpia Bossi e il pm Laura Carrera, ha espresso forti preoccupazioni, poste alla base della richiesta di inammissibilità o rigetto. A pesare, prima di tutto, è il fatto che l’incidente probatorio “pregiudicherebbe in modo irreversibile lo svolgimento delle attività di indagine”.

Sia la fune che quel che rimane della cabinovia su cui, lo scorso 23 maggio, hanno trovato la morte quattordici persone, “non si trovano esposte agli agenti atmosferici“, ha sottolineato la procura, in risposta ad una delle principali preoccupazioni avanzate dalla difesa del caposervizio. Ultimo aspetto, ma non per importanza, la richiesta di incidente probatorio viene definita dai magistrati “del tutto intempestiva e prematura” in rapporto alla possibilità che emergano ulteriori ipotesi di responsabilità a carico di altri soggetti, che avrebbero il diritto di essere rappresentati in sede di accertamenti tecnici non ripetibili.

Quelle in arrivo sono ore decisive anche per l’eventuale ricorso della procura al tribunale del riesame sulla mancata convalida del fermo di Luigi Nerini (gestore dell’impianto di risalita) e di Enrico Perocchio (responsabile d’esercizio). Entrambi, a differenza di Tadini, non hanno ammesso alcun ruolo circa l’impiego dei “forchettoni” che pregiudicano l’entrata in funzione del sistema di emergenza in caso di criticità sulla funivia, quello scenario ritenuto altamente improbabile, se non praticamente impossibile, dal caposervizio, da cui ha avuto origine la tragedia.

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