Caravate | 31 Maggio 2021

Tornare al Convento Passionista per meditare sulle regole fondanti la spiritualità passionista

Mentre l'emergenza Covid lentamente migliora, riprendono anche le attività della "famiglia passionista". Molteplici le attività in programma nella struttura

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(a cura di Giulia Carrillo) Finalmente la grande “famiglia passionista” ha potuto nuovamente ritrovarsi in presenza e riprendere le attività al convento passionista di Caravate, che finora era stato aperto solo per le celebrazioni festive in Santuario. E’ stato emozionante potere incontrare nuovamente i padri, i novizi e i fratelli, proprio come rivedere un famigliare dopo quasi un anno di lontananza.

Anche se eravamo rimasti collegati con le video-conferenze e i vari messaggi telefonici, è un’altra cosa potersi “sentire” e guardarsi negli occhi da vicino. Siamo creature carnali e la fisicità è l’unico modo che abbiamo per esprimerci, per comunicare i sentimenti e , seppur senza abbracci e senza poter vedere i nostri sorrisi nascosti dalla mascherina, con gli occhi e lo sguardo siamo riusciti a ritrovare quell’intimità che la distanza aveva messo alla prova, e che ci ha fatto riassaporare l’essere membra del corpo mistico di Cristo, della Chiesa.

La prima occasione è stata la meditazione di una delle schede, inviate tutti i mesi dal coordinamento laicale passionista , contenenti un tema da approfondire sulla spiritualità passionista. In questa scheda, in particolare, si è meditato sull’importanza di tornare ai fondamenti del carisma, alle sue radici, alle regole che san Paolo della Croce diede ai confratelli, nel lontano novembre 1720.

E’ fondamentale, soprattutto per i carismi dati agli ordini religiosi e ai movimenti, riandare ad esplorare i propri inizi, là dove è partito tutto. Si è attuato un approfondito confronto, in cui ciascuno di noi ha portato la sua esperienza riguardo alle proprie radici famigliari, geografiche, di appartenenza. Abbiamo così ripreso quel filo d’oro che ci ha sempre guidati nel nostro ritrovarsi al convento, per evitare di perdere il cammino e quindi la propria identità, intraprendendo derive di modernismo e mondanità, allontanandoci da quel progetto di felicità che il Signore ha pensato fin dall’inizio per noi.

Il laico passionista fa memoria dell’incontro personale con Dio, che ha messo in moto il suo cammino spirituale e lo rende consapevole di essere innestato nella vite che è Cristo. Ognuno resta chi è, ma legato e inserito nel carisma, contribuisce a formare la famiglia passionista, portando avanti lo stesso amore, come fiori diversi con differenti profumi in quel grande contenitore che è la Chiesa.

La sfida naturalmente è ripartire da Cristo, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo: “Lui solo può mantenere costante la freschezza e l’autenticità degli inizi e, nello stesso tempo, infondere il coraggio dell’intraprendenza e dell’inventiva per rispondere ai segni dei tempi” (“Ripartire da Cristo”, doc. della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica).

Tornare alle origini, quindi, personali e di comunità e resettarsi ogni tanto per riprendere il cammino con la consapevolezza di percorrere la strada giusta.

Molteplici le iniziative in convento: la ripresa dei ritiri spirituali, della “Lectio divina” e il giorno 13 giugno, l’open day dal tema: “ Passione della terra, sapienza della croce”. Partendo dalla enciclica sulla cura della casa comune “Laudato si’”di papa Francesco, si mediterà sui crocifissi di oggi, per rispondere al grido della terra e al grido dei poveri , per diventare una comunità compassionevole e promuovere un’ecologia integrale, esplorando le sfide ecologiche cristiane “con un cuore africano”, per recuperare un senso di parentela umana con il mondo naturale e con tutte le creature.

La giornata inizierà con la s. Messa all’aperto, alle 9.30, seguirà la presentazione del tema del giorno e il pranzo. Nel pomeriggio si formeranno gruppi di lavoro e laboratori per i bambini. Sarà un’occasione di festa da godere appieno nello splendido parco del convento.

Felici di ascoltare di nuovo la Parola, dal vivo, ci auguriamo che proseguano quelle iniziative “on line” scoperte a causa del Covid-19, che hanno permesso a quanti non possono frequentare di persona il convento, perché malati o lontani geograficamente, di partecipare settimanalmente alla “Lectio divina”. E’ stata per tutti un’esperienza bellissima, alla quale non si vorrebbe rinunciare, una dimensione virtuale che ha permesso di sentirci comunità nonostante le lontananze e ci ha tenuti uniti come vasi comunicanti in cui scorre la linfa vitale di quella vite feconda che è la Parola del Signore.

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