È terminata la prima fase di sperimentazione dei test salivari per la rilevazione del Covid-19 in alcune scuole del territorio di ATS Insubria, tra Varese e Como.
A spiegare il procedimento, nel corso della conferenza stampa con i dirigenti dell’Agenzia di Tutela della Salute, è stata la dottoressa Elena Tettamanzi, responsabile di Epidemiologia e Medicina Ambientale, che ha già anticipato la prossima effettuazione di una seconda tornata prima della conclusione delle lezioni e di una terza, probabilmente, nelle scuole dell’infanzia.
La totalità dei tamponi eseguiti – poco meno di 300 – è risultata negativa: un esito atteso, viste le buone condizioni di salute di tutti i bambini testati nella scorsa settimana. Solo 35 gli alunni per i quali non è stato dato il consenso alla sperimentazione o che risultavano assenti nel giorno prefissato.
Nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie del Varesotto il test salivare è stato somministrato con la modalità “lollisponge”, una sorta di leccalecca da tenere in bocca per una quarantina di secondi: non sono stati registrati particolari problemi e dunque la valutazione di fattibilità, anche con autosomministrazione, è senza dubbio positiva e dà sicuramente delle ottime prospettive in vista del nuovo anno scolastico in partenza a settembre.
Nella seconda tranche della fase sperimentale l’idea è quella di provare a rendere autonomi anche i docenti o il personale che verrà dedicato a questo tipo di attività, proprio per verificare ulteriormente la capacità di gestione in totale autonomia.
Per quanto riguarda, invece, la situazione dei contagi nelle scuole, si è osservata anche in questa settimana una riduzione sia dei nuovi positivi sia delle quarantene. Solo 2 sono le “classi focolaio” e 11 le scuole che hanno più casi. Nel Varesotto è stato rilevato un leggero incremento di positivi e persone in quarantena fiduciaria nelle scuole medie, mentre tutti gli altri valori risultano diminuiti.
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