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Luino | 16 Maggio 2021

“Come eravamo”, e poi venne la carta igienica

Le foglie usate nella preistoria, la sabbia inumidita degli antichi egizi, le "pezze degli agiamenti" per i patrizi romani. Fino alla "svolta" con il boom edilizio

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(A cura di Giorgio Roncari) “Ma come facevamo senza carta igienica?” mi sono chiesto un giorno uscendo da un supermercato carico di rotoli comprati perché c’era un’offerta imperdibile.

Semplice, dirà qualcuno, si usavano fogli di giornale. Bravo, ma prima dell’avvento dei giornali? Si usava la carta comune, farà eco qualcun altro. Dubito molto perché con quello che costava produrla, pochissimi potevano permettersela e serviva a tutt’altro. E allora come ci si puliva?

Dunque, nei tempi preistorici probabilmente, come gli animali, non c’era grossa esigenza di pulirsi, al limite prendevano qualche sasso o legno levigato oppure foglie o ciuffi d’erba o fieno, o semplicemente acqua, metodi che in sostanza sono arrivati fino quasi ai nostri giorni e continuano ad essere usati in parecchi angoli del globo.

Qualcuno vuole che gli antichi egizi, siccome vivevano nel deserto e c’era poca vegetazione, usassero la sabbia inumidita con oli. Sarà, ma ci fa tanto effetto carta vetrata. Era poi abbastanza usuale che, per queste funzioni, le religioni imponessero l’uso della mano sinistra, quella considerata impura, poiché con la destra si mangia e si porgono saluti, si fanno i segni sacri, principio ancora invalso in certe confessioni.

Si sa che i patrizi romani usavano pezze di lana, gomitoli di scarto o stracci in genere che poi i servi lavavano, come si faceva per altre pezzuole igieniche. Un’usanza tramandatasi nei secoli, se anche monsignor Della Casa, nel Cinquecento, nel suo Galateo, citava le “pezze degli agiamenti”, teli di stoffa appesi nei gabinetti. Gli unici che già nel Rinascimento usassero la carta erano i cinesi che la carta l’avevano inventata, chiaro che erano agi da imperatori.

Non è che quando nacquero i giornali il problema fu risolto perché la loro diffusione era ridotta a pochi eletti che avevano il locale di decenza in qualche anfratto esterno all’abitazione. Nelle campagne, ma anche nelle città, il popolo faceva i propri bisogni nelle stalle e usava foglie, di preferenza quelle larghe tipo la zucca, che trovava in giardino.

Ci volle il Novecento per vedere costruire i gabinetti nei cortili o sui balconi e allora, chi poteva comprarsi il giornale ne approfittava, altrimenti c’erano le carte dei pacchetti di alimentari e negozi. I cessi nei cortili avevano pozzi perdenti dove ci si poteva buttare di tutto; certo erano latrine poco confortevoli e ancor meno igieniche, per non parlar del fetore, degli insetti e delle mosche che ci giravano intorno, ma allora era così e non ci si faceva caso più di tanto. La carta igienica per la verità era già stata inventata, ma era considerata una cosa eccentrica, dell’altro mondo, in tutti i sensi, perché fu creata negli Stati Uniti a metà Ottocento, senza per altro ottenere un grande successo iniziale perché pochi erano disposti a buttare soldi per una cosa simile.

Poi ci fu il boom edilizio del secondo dopoguerra quando i gabinetti vennero costruiti all’interno delle case, con gli scarichi che finivano nelle fogne e sorse l’esigenza di usare qualcosa che fosse biodegradabile e nello stesso tempo economico. Allora finalmente la carta igienica prese piede anche da noi e il suo acquisto non fu più considerato un lusso bizzarro. Un forte impulso al consumo lo diede la tv con il suo Carosello che reclamizzava la carta da toilette e altri prodotti come pannolini e rotoloni, inculcando il concetto di una realtà più pratica, salutare, antisettica, senza più irritazioni e infiammazioni.

Col tempo fu messo in commercio ogni tipo di carta igienica: a doppio e triplo velo, a quattro piani di leggerezza, con l’aloe e la lanolina, e di qualsiasi colore (a parte il blu) e ora ci sono anche rotoli impressi con fumetti, barzellette, volti di personaggi politici e squadre di calcio, con palese scopo satirico.

Uno studio americano ha stabilito che ogni persona usa circa 7 m di carta al giorno: 2,5 km all’anno, un’enormità. Esiste anche la bizzarra questione di come porre la carta nel portarotolo, se con il lembo esterno oppure interno, faccenda che gli americani han risolto nel 2015 stabilendo che debba essere esterno. Certo, se lo dicono gli americani che la carta igienica l’hanno inventata assieme, è il caso di dire, ad altre str … stupidate…

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