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Marchirolo | 8 Maggio 2021

Marchirolo, in cortile volano schiaffi: la lite tra vicini finisce in tribunale

Un uomo, classe 1981, è stato denunciato da una coppia per l'aggressione. "Oggi non lo rifarei, la convivenza in quella corte era diventata ingestibile"

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Dopo un viaggio di mille chilometri non vedeva l’ora di “liberarsi da un peso” l’uomo classe 1981, residente ad Avellino, chiamato giovedì a deporre presso il Giudice di pace di Luino per una vicenda di cattivi rapporti di vicinato, avvenuta lo scorso anno e culminata con una aggressione.

I fatti risalgono ad aprile 2020 e l’uomo ricorda ancora oggi che furono la causa principale del suo trasferimento, lontano da quella corte nel centro storico di Marchirolo in cui viveva con la compagna, allora in attesa del loro primo figlio.

Quell’episodio, ha precisato in aula, aveva definitivamente compromesso la quotidianità e spazzato via ogni speranza di recuperare la pacifica convivenza con un’altra coppia, composta da due uomini, uno dei quali, un trentatreenne di origine romena, ha a sua volta presenziato all’udienza per raccontare la propria versione dei fatti, in qualità di testimone.

“Stavamo pulendo la corte, io e mio marito – ha ricordato – quando il vicino, dopo uno scambio di provocazioni, ci ha raggiunti e ha alzato le mani su mio marito, colpendolo al volto con uno schiaffo e provocandogli una lesione al timpano che ancora oggi gli crea problemi”.

Le cose, secondo l’imputato e la sua compagna, una ragazza di trent’anni, sarebbero andate in maniera diversa. “Loro lo deridevano – ha precisato la ragazza – e mentre passavano la scopa davanti a lui si lamentavano del fatto che stessero pulendo la sporcizia a causa nostra”. Per l’imputato il piazzale non era in pessime condizioni: “Quando li ho visti lì sotto mi hanno detto che stavano pulendo per evitare che mio figlio nascesse nello schifo. Sentendolo nominare in quel modo non ci ho più visto, ho lanciato delle feci del cane di sotto, per dare loro un pretesto reale per pulire, e poi sono sceso”.

Da qui il parapiglia con lo schiaffo, l’uomo oggi a processo che perde l’equilibrio e la persona colpita che ne approfitta per raccogliere le feci da terra, a mani nude, spalmandogli il tutto addosso. Poi l’arrivo dei carabinieri, la denuncia, il trasferimento di lì a pochi mesi della coppia più giovane.

“Ora sono pentito per quello schiaffo, se potessi tornare indietro non lo rifarei”, ha detto l’uomo, che ha poi ammesso di essersi lasciato trasportare dalla frustrazione per quel rapporto con i vicini, diventato ingestibile per via delle continue accuse incrociate relative alla scarsa cura degli spazi in comune, agli schiamazzi, alla musica alta.

“A volte bisticciavano ma per cose futili”, la versione di un’altra testimone, una vicina di casa. “Per quelle cose – ha ribadito invece l’uomo a processo – abbiamo dovuto lasciare il paese e il nord Italia, per poter ritrovare la pace“.  La sentenza è attesa per l’inizio di giugno.

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