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Varesotto | 7 Maggio 2021

Covid: migliorano i dati nelle scuole del Varesotto. In partenza la sperimentazione sui test salivari

Secondo i dati di ATS Insubria calano i nuovi contagi e le persone in quarantena. Da metà maggio al via la verifica di fattibilità sull’adozione in massa dei nuovi test

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Se la scorsa settimana la situazione legata ai contagi di coronavirus nelle scuole delle province di Varese e Como avevano preoccupato fortemente i vertici di ATS Insubria, il calo degli indici legati all’andamento della pandemia sul territorio riscontrato negli ultimi giorni mostra una diminuzione dei numeri anche a livello del mondo dell’istruzione.

Fra il 26 aprile e il 2 maggio scorsi, infatti, risultano essere 25 le scuole con più casi, ma solo 2 sono le classi al cui interno è stato rilevato un focolaio di Covid: come ha ribadito il direttore sanitario dell’ATS, Giuseppe Catanoso – che aveva già sostenuto la necessità, da parte degli studenti, di prestare attenzione al rispetto delle norme anti contagio non solo in classe, dove il rischio di contrarre il virus risulta essere basso, ma in qualsiasi occasione –  la maggior parte dei contagi avviene al di fuori delle mura scolastiche.

Nel Varesotto le nuove positività riscontrate tra infanzia/nido, scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado sono rispettivamente 13, 28, 21 e 31, mentre le persone che si trovano in quarantena fiduciaria sono 208, 630, 467 e 711: numeri in diminuzione rispetto al periodo 19-25 aprile, soprattutto per quanto riguarda la fascia dei bambini che frequentano gli asili nido e le scuole dell’infanzia.

Nel corso dell’appuntamento settimanale con l’aggiornamento della situazione sul territorio di competenza dell’ATS, la dottoressa Elena Tettamanzi – responsabile Epidemiologia e Medicina Ambientale e Flussi Informativi – ha inoltre annunciato la partenza, a breve, della sperimentazione sull’adozione dei test salivari negli istituti scolastici. Una volta recepite le indicazioni regionali, ha spiegato Tettamanzi, la necessità principale è quella di verificare la fattibilità dell’uso in massa, a partire dal prossimo mese di settembre, di questi test che potrebbero così andare a sostituire i tamponi naso-faringei consentendo di testare i più piccoli in maniera più “dolce” e meno invasiva.

Si partirà, plausibilmente, dopo la metà di maggio operando in alcune scuole scelte appositamente per l’occasione e considerando tutte le classi di età coinvolte, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, e saranno i laboratori dell’ASST Sette Laghi a effettuare le analisi sui campioni prelevati. Ciò che andrà esaminato in questa fase riguarderà le varie modalità operative e organizzative e le procedure necessarie per capire se questa tipologia di test “modello leccalecca” potrà effettivamente essere somministrata dalle scuole in maniera autonoma ogniqualvolta si renderà necessario.

Manca ancora, in ogni caso, una validazione ufficiale da parte del Ministero della Salute del dispositivo messo a punto dall’Università degli Studi di Milano e, dunque, per il momento, occorrerà ancora la controprova del tampone naso-faringeo per confermare una eventuale positività, ma da parte di ATS Insubria c’è soddisfazione per questi ulteriori passi verso un’azione di tracciamento sempre più capillare.

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