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Luino | 7 Maggio 2021

Agra, preso a pugni per un ombrello: aggressore a processo

A farne le spese, a seguito di un confuso scambio di battute, è stato un 78enne milanese che ha poi denunciato il proprio vicino di casa, un tedesco di 65 anni

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E’ bastato un ombrello fuori posto per scatenare la violenta reazione di un cittadino tedesco di sessantacinque anni durante una confusa discussione con un vicino di casa, ad Agra.

A farne le spese è stato un milanese, classe 1943, che si trovava in villeggiatura insieme alla moglie, presso un residence del paese.

I fatti risalgono al maggio del 2019 ma ieri mattina l’uomo, residente a Monza, ha riepilogato la vicenda davanti al Giudice di pace di Luino, per via della denuncia effettuata nei confronti del suo aggressore, una persona di cui non aveva particolari ricordi antecedenti quell’incontro, salvo una vaga immagine associata ad una riunione tra condomini.

“Mi è suonato il citofono e sono sceso in strada – ha raccontato il 78enne in riferimento ai fatti di due anni fa – dove ho trovato due persone a bordo di un’auto che inveivano contro di me in tedesco, facendo gesti volgari. Poco dopo si sono allontanati a gran velocità. Sono rientrato in casa e ho raccontato l’accaduto a mia moglie, cercando di capire insieme a lei chi potessero essere quei soggetti”. Poi arriva la sera e l’uomo esce a portare il vetro.

Qui avviene il secondo incontro. Questa volta il vicino di casa è solo e si rivolge a lui in inglese. Indica il suo appartamento e l’ombrello lasciato aperto, ad asciugare, nei pressi dell’ingresso (“anche se quella casa – ha ricordato il milanese – era sempre disabitata”). Ad un tratto, però, compie un gesto inatteso. “Sì è abbassato i pantaloni, mostrandomi il fondoschiena. A quel punto ho preso il mio smartphone per cercare di filmare quello che stava succedendo”.

La fotocamera puntata addosso scatena la reazione definitiva. Il vicino tedesco, stando al racconto del settantottenne, scavalca il cancelletto che li divide, centrandolo al volto con un pugno, prima di strappargli di mano l’apparecchio per gettarlo lontano, nel giardino di un altro residente.

L’uomo colpito, per evitare ulteriori conseguenze, rientra presso la sua abitazione. “Non ci era mai successa una cosa del genere – ha affermato la moglie, chiamata a testimoniare subito dopo il consorte -. Abbiamo così deciso di rivolgerci ai carabinieri di Dumenza. Le condizioni di mio marito e il fatto di essere in quel posto da soli, a pochi passi da chi lo aveva appena aggredito, sono stati motivo per noi di grande spavento”.

L’imputato non era presente in aula. Il giudice Davide Alvigini ha aggiornato l’udienza a fine giugno, quando dovrebbe arrivare la sentenza.

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