Vasi di fiori rubati, ma anche ninnoli, candele o altri oggetti che spariscono dopo pochi giorni: è quanto accade, purtroppo molto spesso, all’interno dei cimiteri. Episodi che vengono ripetutamente segnalati dai cittadini alle imprese di pompe funebri, ai Comuni e sui social network.
Uno degli ultimi, in ordine di tempo, è avvenuto a Lavena Ponte Tresa dove, la mattina di Pasqua, un’abitante del paese ha dovuto constatare “l’ennesimo furto di fiori”: “Adesso mi sono proprio stancata” – scrive la donna in un post su Facebook – “Non sarebbe possibile installare una videocamera sui cancelli del cimitero?”.
A confermare che quanto accaduto non è una novità ma, anzi, si ripete più e più volte, sono i commenti degli altri tresiani: chi racconta di essersi ritrovato regolarmente senza i fiori appena deposti, chi addirittura parla di due pini estirpati da una tomba e chi afferma con una certa rassegnazione che “sono anni che rubano”.
A intervenire nella discussione è stato direttamente il sindaco, Massimo Mastromarino, che ha dichiarato che, se occorre, si ricorrerà all’uso della videosorveglianza: “Certo – ha affermato con una certa amarezza il primo cittadino – essere costretti ad arrivare a tanto, per me personalmente è una sconfitta. Perché significa che non c’è più rispetto neppure per i morti, che la pietà è morta e che abbiamo smarrito il senso di appartenenza alla nostra comunità”.
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