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Varese | 10 Aprile 2021

La Polizia di Stato compie 169 anni. Il bilancio delle attività in provincia di Varese

Spaccio, emergenza Covid-19 e violenza di genere tra i vari ambiti di indagine che hanno impegnato i poliziotti su tutto il territorio, da marzo 2020 a febbraio 2021

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Oggi, sabato 10 aprile, ricorre il 169° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Anni ricchi di cambiamenti, che vengono ricordati appunto il 10 aprile, giorno in cui nel 1981 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 121 che, come evidenziato dalle parole del capo della Polizia, Prefetto Lamberto Giannini, “portava in sé il seme di grandi evoluzioni, ridisegnando una Polizia moderna e a forte identità civile”.

Per il secondo anno consecutivo, l’emergenza epidemiologica ha imposto la massima sobrietà nelle celebrazioni. Questa mattina il questore di Varese Michele Morelli, accompagnato dalle autorità locali, ha deposto depone una corona d’alloro al sacrario dei caduti della Polizia di Stato.

Attività Polizia di Stato in provincia di Varese (ultimo anno) 01.03.2020 – 29.02.2021

Di seguito ecco i dati dell’attività nel corso dell’ultimo anno, che come sempre impegna i poliziotti della Questura, dei commissariati di Busto Arsizio, Gallarate e Luino, nonché le specialità che gravitano in provincia, la Polizia di Frontiera di Malpensa, la Polizia Stradale che copre tutto il territorio provinciale, la Polizia postale e la Polfer che si occupa dei controlli in ambito ferroviario. Nel corso dell’ultimo anno sono stati registrati dati in netta crescita dell’attività antidroga, che ha visto la conclusione di complesse indagini e il conseguente sequestro di ingenti quantità di stupefacenti sia da parte della squadra mobile che delle squadre investigative dei commissariati di Busto Arsizio e Gallarate.

Fatti salienti

La squadra mobile nel quadro dell’attività antidroga, nel periodo di riferimento ha tratto in arresto nel complesso 36 soggetti e deferito in stato di libertà ulteriori 39 individui, tutti responsabili di traffico di sostanze stupefacenti. Costante e decisiva si è rivelata l’azione degli investigatori nell’individuazione dei soggetti coinvolti nel fenomeno criminale. Tra gli episodi salienti, l’arresto di un noto pregiudicato dedito allo smercio di stupefacente, rintracciato con due armi clandestine, elemento che ne connota l’elevato livello di pericolosità sociale.

Importanti indagini, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica c/o il tribunale di Varese hanno consentito di sgominare gruppi criminali, cui facevano parte anche interi nuclei familiari, nell’operazione “San Fermo 2”. L’indagine era stata avviata nell’agosto del 2018, quando una volante impegnata nell’attività di controllo del territorio si era imbattuta in un individuo col volto tumefatto e sporco di sangue, conseguenza di un pestaggio di cui era stato vittima in quartiere San Fermo, nell’abitazione di un uomo ristretto in regime di detenzione domiciliare. Il soggetto aveva subito la feroce aggressione perché debitore nei confronti del pregiudicato di più di 1.000 euro per pregresse cessioni di cocaina. L’attività, sviluppata in seguito, anche con l’ausilio di mezzi tecnici, ha portato alla luce una consolidata rete di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, gravitante in prevalenza nel quartiere San Fermo di Varese, nonché all’individuazione dei fornitori provenienti dal Milanese.

Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto della violenza sulle donne. La Squadra Mobile è riuscita ad intercettare l’autore di più di 10 aggressioni sessuali rivolte a inconsapevoli donne che circolavano nella pubblica via. Il soggetto assaltava le malcapitate vittime rivolgendo loro palpeggiamenti e baci sulla bocca, fatti che avvenivano in orari diurni e nelle zone del centro cittadino di Varese e che avevano scosso la comunità. Grazie ad un’azione tempestiva, gli agenti sono riusciti ad individuare l’autore degli assalti e ad interrompere la sequenza di aggressioni, riportando la serenità in ambiente femminile e in generale nella città.

La Squadra Mobile ha ottenuto importanti risultati anche nel contrasto dei reati contro il patrimonio. In particolare, sono stati tratti in arresto 8 ragazzi e deferiti all’a.g. ulteriori 5 soggetti, tutti gravitanti nel tessuto delinquenziale giovanile in Varese, autori di svariate rapine perpetrate con l’uso delle minacce, percosse e intimidazioni, maggiormente ai danni di coetanei che venivano accerchiati e indotti a consegnare i propri beni.

La Digos ha svolto una attenta attività informativa e di controllo, tesa al monitoraggio di frange estremiste in grado di minare la sicurezza pubblica nell’attuale contesto minato dai gravi riflessi che la pandemia ha riversato sul tessuto sociale e lavorativo della provincia. Ha inoltre ottenuto un validissimo risultato sotto il profilo investigativo, nell’ambito dell’operazione “War machine”, che ha consentito di individuare dei soggetti coinvolti in un illecito traffico internazionale di armi da guerra e comuni. La complessa indagine, condotta sotto la guida della Procura della Repubblica c/o il tribunale di Busto Arsizio, ha tratto origine dalla ricostruzione certosina della posizione di un ex funzionario della dogana dell’aeroporto di Malpensa, esperto di armi. Delineata dapprima la fitta rete di contatti nazionali ed internazionali per mezzo dei quali l’uomo era solito approvvigionarsi di armi e munizionamenti, per poi rivenderli sul mercato clandestino, dopo l’arresto di tre acquirenti è stato individuato il “nascondiglio” adibito a ricovero dell’importante patrimonio balistico acquisito. L’ex funzionario di dogana è stato arrestato in flagranza mentre faceva ingresso in Italia sul confine, proveniente dalla Svizzera. La Digos ha proseguito l’attività procedendo col sequestro di una quantità considerevole di armi da guerra, tra le quali 17 pistole a tamburo e semiautomatiche, 38 fucili mitragliatori e d’assalto tra cui anche due kalashnikov ed un uzi, 1 granata ad “ananas” completa di spoletta, granate fumogene, 20 candelotti esplosivi, circa 10.000 munizioni di vario calibro, 128 serbatoi/caricatori, centinaia di parti di arma, strumenti specifici per la modifica delle armi. L’operazione ha avuto importante supporto dai vertici dell’antiterrorismo, consapevoli di aver impedito che una tale entità di micidiali armi potesse in seguito essere destinata a elementi/gruppi eversivi e/o terroristici, nonché alla criminalità organizzata.

L’U.p.g.s.p., per mezzo delle volanti, è stato costantemente impegnato nei controlli tesi ad evitare pericolosi assembramenti di persone, in particolare nella centrale piazza Repubblica e zone limitrofe del capoluogo, caratterizzate altresì da incontri di cittadini stranieri e di giovanissimi, finalizzati anche allo spaccio di stupefacenti. Tra i fatti salienti, l’arresto di un cittadino albanese nei pressi dell’ospedale “del Ponte” che, alla vista della pattuglia si era dato a precipitosa fuga. Dopo aver scavalcato diverse recinzioni era stato raggiunto dagli agenti: nella sua folle corsa si era liberato di 3 vasetti di vetro contenenti 90 involucri di cocaina, pronti per lo smercio al dettaglio.

La squadra volante di Varese ha eseguito inoltre un delicato intervento in un tentativo di omicidio. Un cittadino di origine africana era stato accoltellato da un connazionale coinquilino. Gli uomini della volante hanno fatto repentino ingresso nell’abitazione con grande fatica, a causa degli ostacoli posti dall’aggressore per impedire di aprire la porta di ingresso. All’interno riuscivano ad immobilizzare l’aggressore e a portare soccorso alla vittima agonizzante in terra, con il volto e il corpo immersi nel sangue.

Sempre in Varese, le pattuglie delle volanti hanno inoltre tratto in arresto un cittadino bosniaco, residente in Svizzera che, alla vista degli operatori aveva tentato di sottrarsi al controllo entrando in una pizzeria chiusa per il periodo di lockdown. Dopo averlo bloccato, l’uomo, che mostrava vistosi gesti di nervosismo, veniva trovato in possesso di 400gr. Di eroina, 50 gr. Di cocaina, 43.500 chf in banconote da taglio, il tutto abilmente occultato nell’imbottitura dei sedili.

La divisione anticrimine ha incrementato notevolmente la predisposizione di misure di prevenzione, con lo scopo di impedire il protrarsi di condotte criminose da parte di soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Infatti, si tratta di provvedimenti comminati dal questore (ad es. Avvisi orali, fogli di via obbligatori, proposte di sorveglianza speciale, ammonimenti, daspo) che, limitando di fatto l’azione dei soggetti pericolosi perché inclini a delinquere, mirano a prevenire la commissione di reati.

In particolare, grande attenzione è stata rivolta al contrasto della violenza di genere. Infatti, sono stati emessi ben 64 provvedimenti di ammonimento nei confronti di responsabili di violenza domestica e stalking, con il preciso scopo di ostacolare la reiterazione di condotte vessatorie e di violenza sulle donne da parte di individui già autori di condotte aggressive nei confronti delle vittime. Dall’analisi delle condotte emerge che spesso si tratta di uomini che non accettano la fine di una relazione sentimentale o che, pur vivendo sotto lo stesso tetto con la compagna, si rendono protagonisti di pericolose azioni di violenza domestica. A tale scopo è stata realizzata in questura, grazie al contributo della famiglia Ambrosetti, un’apposita stanza per l’ascolto protetto delle donne vittime di violenza ed un protocollo operativo con la cooperativa sociale “Dorian Gray”, sodalizio di psicologi specializzati nel recupero dei maltrattanti. Lo scopo è di impedire il ripetersi di violente azioni nei riguardi delle fasce deboli, interrompendo la sequela di azioni che possono purtroppo degenerare anche in fatti ben più gravi, tali da mettere a repentaglio l’incolumità personale delle fasce deboli ed in particolare delle donne.

Per la prevenzione della criminalità comune, sono stati emessi 122 fogli di via obbligatori, 221 avvisi orali, 5 sorveglianze speciali e 7 daspo nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Importante azione di monitoraggio dei soggetti pericolosi sottoposti a varie misure di sicurezza (disposte dalla autorità giudiziaria) e prevenzione, oltre che in regime di detenzione domiciliare, ha condotto la squadra della divisione ad effettuare 290 controlli col fine di assicurare il rispetto delle misure loro imposte.

La Polizia scientifica ha operato 151 sopralluoghi tecnici su luoghi teatro di reati contro il patrimonio, ma anche su tentati omicidi. L’azione della scientifica ha consentito in 6 indagini di rintracciare i responsabili delle azioni delittuose grazie all’individuazione postuma di impronte papillari latenti o tracce biologiche.

Il commissariato di Busto Arsizio ha ottenuto brillanti risultati nel contrasto del traffico degli stupefacenti, che hanno raggiunto l’apice in un’accurata indagine che ha visto l’arresto di un cittadino italiano che trasportava ben kg 15 di cocaina importati dal Belgio. Gli investigatori avevano proceduto ad un capillare controllo della vettura, rinvenendo lo stupefacente all’interno di un vano ricavato al centro della parte centrale del veicolo, che aveva subito una recente rimozione e risaldatura. Con il primo era stato tratto in arresto un cittadino albanese, destinatario dell’ingente quantitativo di droga ed indagati altri due cittadini albanesi responsabili dell’illecita attività di smercio. Gli investigatori di Busto hanno inoltre condotto un’attività investigativa che ha consentito di trarre in arresto tre individui responsabili di detenzione e porto di armi e munizionamento clandestine, nonché della successiva ricettazione.

Altra importante attività si è rivelata l’azione di contrasto al fenomeno della movida violenta: nel corso dell’estate una lite tra ragazzi, scaturita per futili motivi nel corso della tarda serata, era sfociata in un episodio molto grave: un giovane di origini maghrebine aveva afferrato due bottiglie di birra vuote e aveva attentato alla gola un quindicenne, provocandogli serie lesioni che avevano richiesto l’immediata sutura della vena. Le indagini tempestive avevano portato all’identificazione dell’autore dell’aggressione, che nell’immediato si era dileguato sperando di riuscire ad evitare le conseguenti responsabilità.

Sempre nel contesto del contrasto degli episodi delittuosi commessi da minori, i poliziotti del commissariato hanno posto un freno all’azione violenta di due fratelli gemelli di 16 anni nella commissione di vari episodi di aggressione. Nel dettaglio, in ambito scolastico, dopo aver aggredito un docente erano stati richiamati in presidenza unitamente al genitore. Il padre nell’occasione aveva supportato l’azione dei figli, dando in escandescenza e danneggiando gli arredi scolastici, fino a mandare in frantumi una vetrata. Uno dei due giovani successivamente aveva aggredito un compagno di classe, afferrandolo per il collo e tentando di soffocarlo sollevandolo da terra, perché’ ritenuto reo di aver offeso una sua amica. La furia dei due ragazzi era proseguita con l’aggressione di un altro studente che si era recato dopo il termine delle lezioni all’interno della stazione ferroviaria. Il ragazzo, oltre al pestaggio, era stato rapinato delle scarpe che indossava.

Il commissariato di Gallarate ha svolto un’azione determinante nel contrasto del racket dello spaccio di droga, con una incisiva attività investigativa che ha avuto il suo apice con due rilevanti operazioni di polizia giudiziaria. Nel corso dell’indagine denominata “Yellow bins” è stato infatti tratto in arresto un cittadino albanese, regolarmente residente sul territorio nazionale, autotrasportatore. A bordo del mezzo gli investigatori hanno rinvenuto 8 panetti confezionati con del cellophane che contenevano ben kg. 8.745 di cocaina, scoperta all’interno di un sacchetto della spesa con marchio di una nota catena di supermercati, appoggiata anonimamente sul tappetino anteriore lato passeggero. Gli investigatori hanno proseguito l’operazione individuando, presso una ditta di riparazione di frigoriferi per aeromobili, un intero capannone utilizzato quale raffineria e deposito di stoccaggio dello stupefacente. Nell’ambito della perquisizione è stato individuato e sottoposto a sequestro un ulteriore carico di kg. 2.33 di cocaina, in parte liquida ed in fase di solidificazione, e 325 gr. Di marijuana. Sono stati rinvenuti sul posto anche gli “attrezzi del mestiere”: svariato materiale utile per il confezionamento della cocaina, tra cui un martinetto ed uno stampo metallico per la compressione della sostanza e la formazione del tipico “panetto”. All’interno del capannone è stata anche rinvenuta una pistola beretta calibro 7.65 e relativo munizionamento, risultata in seguito provento di furto. Un cittadino italiano ed un cittadino albanese, responsabili dell’illecito traffico, sono tuttora detenuti in carcere.

Un ulteriore colpo al clan degli spacciatori è stato inferto con l’arresto di un altro cittadino albanese, residente regolarmente in Gallarate, dipendente di una cooperativa sociale responsabile del ritiro degli indumenti deposti dai cittadini negli appositi cassonetti per la raccolta degli abiti usati. Proprio all’interno di uno di questi raccoglitori, il cittadino albanese aveva prelevato 4 panetti di cocaina, trasportandoli in seguito a bordo del proprio veicolo. L’uomo è stato individuato dagli uomini della squadra investigativa e fermato solo a seguito di un pericoloso e rocambolesco tentativo di fuga, arrivando a speronare la volante e tentando un vano tentativo di fuga a piedi, opponendo violenta resistenza attiva al suo arresto. I 4 panetti contenevano oltre un kg di cocaina. L’azione è proseguita con una attenta perquisizione del cassonetto, all’interno del quale sono stati rinvenuti ulteriori 10 panetti di sostanza, per un complessivo ammontare di 10 kg di cocaina. Presso la sua abitazione sono stati sequestrati euro 36.000, provento dell’illecito traffico, e sono stati individuati ulteriori due soggetti, complici nell’attività criminale.

Il Settore Polizia di Frontiera di Luino ha svolto un’accurata indagine mirata alle verifiche della documentazione esibita dai cittadini stranieri per l’ottenimento del rinnovo dei permessi di soggiorno. Sono stati individuati 12 soggetti di nazionalità marocchina, albanese e tunisina, responsabili di aver avuto accesso indebito alla concessione del beneficio del “reddito di cittadinanza” per un ammontare complessivo di euro 7.000. Sono in corso le procedure di recupero delle somme indebitamente erogate da parte dell’Inps.

Gli investigatori del settore proseguono inoltre nel pattugliamento delle aree boschive presenti sul territorio, teatro di attività di spaccio ed hanno inoltre condotto un’attività di contrasto al fenomeno delle truffe e frodi online, arrivando a deferire alla magistratura 20 soggetti.

La Polizia Ferroviaria, ha contribuito ad effettuare il controllo dei viaggiatori per valutare l’osservanza delle misure di contenimento, giungendo ad identificare 40.419 persone. Ha condotto inoltre una continua attività anti-spaccio, in collaborazione col collaterale compartimento di Milano. Ha inoltre tratto in arresto un pluripregiudicato su cui pendeva un mandato di cattura per l’espiazione di 10 anni di reclusione.

La Polizia postale ha svolto una pressante azione di contrasto e repressione nei riguardi degli autori di episodi di pedopornografia e adescamento minorile via web, nonché del revenge porn e delle sex extortions, estorsioni di somme di denaro dietro la minaccia di divulgazione di materiale sessualmente esplicito. Un’opera di contrasto altresì al nuovo fenomeno denominato “Man in the middle”, nuova tecnica che consiste nel frapporsi tra due soggetti assumendo l’identità di uno di essi e nell’intrattenere con l’ignaro interlocutore rapporti per acquisire informazioni riservate e distrarre così bonifici e pagamenti vari. La Postale a tal proposito ha anche attivato una successiva azione di prevenzione rivolta nei confronti delle aziende, sensibilizzate ad un’accurata verifica delle mail ricevute dai fornitori.

La Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Malpensa ha fronteggiato l’emergenza Covid con un attento monitoraggio dei passeggeri. A causa delle norme di contenimento vi è stato un sensibile calo del traffico aereo dovuto alla chiusura delle frontiere per evitare il dilagare della pandemia. L’attività si è dunque concentrata nell’attenta analisi dei passeggeri: ben 87 persone hanno tentato di imbarcarsi malgrado risultassero positive al virus e avevano lasciato indebitamente il proprio domicilio. Nel complesso sono stati emessi 605 provvedimenti di respingimento alla frontiera. In particolare è stato registrato il fenomeno di cittadini albanesi che esibivano falsa documentazione medica. Gli stessi dichiaravano di necessitare di urgenti cure in Italia al solo fine di aggirare gli ostacoli dovuti al restringimento della circolazione imposto dalle attuali condizioni di prevenzione sanitaria. La Polizia di Frontiera ha inoltre arrestato 102 persone nel tentativo di partire verso paesi membri del nord Europa utilizzando documenti falsificati, nonché un individuo responsabile di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

La Polizia Stradale svolge con impegno costante l’opera di vigilanza per il rintraccio dei soggetti che conducono veicoli dopo aver abusato di sostante alcooliche e stupefacenti, al fine di prevenire incidenti stradali che comportino gravi menomazioni o peggio, il decesso di persone coinvolte. In questo campo sono riusciti a rintracciare a bordo dei veicoli quantitativi di sostanze stupefacenti: 200 gr. Di cocaina, 81.46 di eroina e 2596.79 gr di cannabis, segnalando complessivamente 200 individui per la violazione amministrativa legata all’uso delle sostanze.

Gli specialisti della strada hanno inoltre condotto una meticolosa indagine, denominata “Goldwing”, giungendo a disarticolare un sodalizio criminale, riconducibile ad un importatore di veicoli americani che, utilizzando documentazione falsa e/o falsificata, immatricolava in Italia decine di motoveicoli stranieri come se fossero stati prodotti dalla casa costruttrice Honda. I responsabili del traffico dei mezzi comprovavano la fabbricazione dei veicoli, in adempimento alle normative europee, con la contestuale documentazione di origine americana “Apostille”, apparentemente rilasciati dallo stato del Minnesota e certificanti la genuinità delle falsificazioni. Questo iter consentiva di importare ed immatricolare motocicli di notevole valore, nonostante fossero non conformi alle omologhe moto per la circolazione in Europa.

Emergenza Covid-19

La Polizia di Stato è costantemente impegnata in controlli che vengono effettuati nei centri abitati, sulle strade della provincia, nonché in stazioni ferroviarie e presso l’aeroporto di Malpensa, per vigilare che non vengano violati i dispositivi di legge previsti per il contenimento del Covid-19.

Nel corso dell’ultimo anno tutti gli uffici della Polizia di Stato in provincia hanno contribuito alle verifiche: sono state controllate 812.407 persone, di cui 1.542 sanzionate per non aver rispettato le norme di contenimento e 67 denunciate per aver violato il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione seppur ristretti in periodi di quarantena. Sono stati inoltre controllati 288 esercizi commerciali: grazie al contributo della squadra amministrativa della divisione p.a.s.i., 15 gestori sono stati sanzionati per violazioni delle disposizioni anti-Covid con contestuale chiusura provvisoria dell’attività.

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