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Montegrino Valtravaglia | 5 Aprile 2021

Montegrino, lettera alla redazione: “Non ho mai calunniato nessuno in vita mia”

La lettera di Dario Bossi, nella quale il cittadino 49enne racconta il suo punto di vista in merito a quanto successo, d'accordo con il suo avvocato Viazzo

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione, in merito all’articolo “Calunnie ai danni dei medici, condannato un 49enne di Montegrino“.

“Mi chiamo Dario Bossi e non ho mai calunniato nessuno nel corso della mia vita, ritengo che questo processo sia stato caratterizzato da una gestione iniqua e finalizzata a condannarmi in spregio della logica processuale.

Avevo chiesto al giudice che il processo fosse video registrato: richiesta negata. Inoltre il giudice ha impedito che il mio avvocato (Corrado Viazzo, ndr) interrogasse il dott. Cioffi sui motivi della sua richiesta di interdizione, richiesta poi rigettata dal giudice tutelare.

La stessa allora direttrice dell’Ospedale di Luino ha dichiarato, sotto giuramento, che il dottore non poteva fare quello che ha fatto: in altre parole ha commesso un abuso finalizzato, aggiungo io, ad impedirmi di arrivare a presentare una richiesta di risarcimento per colpa medica e il motivo deriva dal fatto che in caso di dolo o colpa grave le polizze assicurative dell’ospedale non pagano e quindi, una volta risarcito il mio danno, la Asst dei Sette Laghi (essendo un ente pubblico) sarà costretta ad esercitare il diritto di rivalsa sui bene dei medici che ho denunciato che hanno cercato di farmi passare per pazzo pur di fermarmi.

Ma c’è di più: avevo rinunciato anche ai termini di prescrizione ex art 157 comma 5 c.p.p., in quel caso il giudice era obbligato a pronunciarsi sul primo capo di imputazione quello del 2012. Questa è una violazione procedurale su cui fondare i motivi di appello, e comunque non ritengo che questo errore sia stato commesso in buona fede e infatti ho già informato la Procura della Repubblica di Brescia nel momento in cui ho inviato la mia terza ricusazione della dottoressa Marzagalli ai sensi dell’art 38 comma 2 c.p.p. (delle prime due sono ancora in attesa dell’esito e quindi il giudice non poteva emettere una sentenza come impone l’art 37 comma 2 c.p.p.)

Inoltre che le mie due diagnosi psichiatriche erano entrambe errate (prima disturbo bipolare nel 1996, poi disturbo di personalità nel 2000) lo hanno sottoscritto tutti i periti di questa vicenda giudiziaria, ben quattro, di cui il più importante è il dott. Robert Bergonzi ex Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Consigliere Onorario del Tribunale dei Minori di Milano.

Ho già concordato con l’Avv. Viazzo di chiedere l’annullamento della sentenza congiuntamente alla richiesta di rifare il processo da capo e con un altro giudice e questa volta che sia video registrato: in questo processo non sono io che ho bisogno di nascondere la verità dei fatti”.

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