Laveno Mombello | 31 Marzo 2021

Legambiente in difesa della collina san Michele di Laveno: “No all’ennesimo consumo di suolo”

Il circolo della Valcuvia e delle Valli del Luinese combatte da due anni la battaglia contro la cementificazione: “Progetto avido e individualista”

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Nel mese di febbraio e all’inizio di marzo il Circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese ha promosso una raccolta firme a difesa della collina San Michele di Laveno Mombello, “per evitare l’ennesima azione di consumo di suolo e la costruzione di palazzine ad opera di una società immobiliare” e ha chiesto alla cittadinanza di sostenerla.

Centinaia le adesioni, con circa 600 firme che sono “veramente tante considerato il periodo di chiusura a causa delle restrizioni per zona rossa, che non hanno permesso la predisposizione di banchetti nelle piazze e hanno limitato l’accesso ai pochi punti di raccolta”, afferma l’associazione.

Il Circolo ha ritenuto necessario tenere desta l’attenzione sulla vicenda non ancora conclusa – è infatti in atto, ormai da due anni, una procedura di ricorso presso il Tar regionale che dovrebbe pronunciarsi giovedì 1 aprile – e spronare l’amministrazione comunale a modificare il Piano di Governo del Territorio (PGT), che, anche nella vicina area panoramica di circa 24.987 metri quadrati a sud-est della località Parco Castello (attualmente sede dell’istituto scolastico Galilei) prevede circa 23.000 metri cubi di cemento.

“La continua cementificazione – sostengono da Legambiente – mina le qualità ambientali del nostro territorio che tutti apprezzano e influisce sulla capacità del suolo di assorbire acqua, favorendo un dissesto idrogeologico estremamente pericoloso nello scenario di cambiamenti climatici attuale”.

Al di là delle vicende complesse che si sono susseguite nel tempo, il circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese ha esposto tre motivi fondamentali a sostegno della propria decisione di opporsi al progetto:

– perché pienamente d’accordo con il decreto ministeriale del 1961 che cita “… la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché oltre a formare dei quadri naturali di non comune bellezza panoramica, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere la magnifica visuale del Lago Maggiore, delle Isole Borromee e della costa piemontese a cui fa sfondo il Monte Rosa, il Mottarone e lo Zeda”;
– perché contrario ad un ulteriore consumo di suolo quando da anni la popolazione non cresce ed esistono aree dismesse abbandonate ed edifici fatiscenti che potrebbero trovare nuova vita;
– perché la fattibilità idro-geologica della realizzazione degli edifici andrebbe verificata più approfonditamente.

“Il Circolo Valcuvia e Valli del Luinese – concludono – non può condividere un progetto di territorio avido ed individualista: la difesa della collina fa parte di una visione più ampia di salvaguardia del suolo, azzerandone il consumo. Questo fa bene all’ambiente”.

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