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Luino | 30 Marzo 2021

“Via la farmacia ed alcuni ambulatori dall’ospedale di Luino. Cosa succederà dopo il Covid?”

A lanciare l'allarme ed un appello all'amministrazione è il capogruppo di "Sogno di Frontiera", Franco Compagnoni. Il sindaco Bianchi: "Dall'ASST silenzio imbarazzante"

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Nella seduta del consiglio comunale di ieri sera a Luino, sono tornati in primo piano criticità e disagi legati all’ospedale di Luino. Nell’assemblea cittadina, durata oltre due ore, vi sono stati diversi interventi riguardanti la comunità e sono stati approvati e confermati diversi punti all’ordine del giorno riguardanti tecnicismi amministrativi.

A lanciare l’allarme sulla situazione del nosocomio lacustre, insieme ad un appello per intervenire rivolto all’amministrazione comunale, è stato il capogruppo di “Sogno di Frontiera”, il dottore e cardiologo Franco Compagnoni, al quale si sono uniti il consigliere di “Azione civica per Luino e Frazioni”, Furio Artoni, l’ex sindaco Andrea Pellicini e l’attuale primo cittadino Enrico Bianchi.

“Non voglio fare polemica, ma in nome e per conto del Covid pare che tutto si possa giustificare e che tutto possa essere condizionato – ha esordito il dottor Compagnoni -. La situazione ve la racconto facendo riferimento a quanto mi è successo. L’altro giorno, entrando in ospedale attraverso il vicolo che conduce alla farmacia, ho visto una porta vuota e un nostro addetto all’interno. Così ho registrato la scomparsa anche della farmacia“.

Secondo Compagnoni, bisogna fare uno sforzo per capire come andranno le cose oltre il Covid. “Questa mia osservazione – ha continuato il consigliere – vuole evidenziare una condizione che non può non porre delle riflessioni rispetto ad uno stato basale che un ospedale come il nostro deve mantenere. È necessario, senza dubbio, considerare le esigenze del Coronavirus, ma vi sono anche altre attività che sono da mantenere. L’attività chirurgica in toto, a causa del virus, viene totalmente inibita, in attesa di capire se gli spazi sacrificati all’attività chirurgica-ortopedica e generale vengano o non vengano occupati dai pazienti Covid. Anche se non sembra necessaria al momento, sospende ugualmente questo tipo di servizio sanitario”.

Infatti, il piano di chirurgia in questo periodo è stato svuotato e temporaneamente dedicato alla vaccinazione del personale scolastico, che blocca l’attività chirurgica di emergenza. “Oltre a questo – ha proseguito Compagnoni -, non vorrei perdere di vista alcuni servizi ambulatoriali che sono fondamentali per il nostro territorio, ma che sono assenti ormai da tempo. L’otorino per dirne una, la neurochirurgia, l’urologia, la dermatologia… dal 10 marzo, poi, non abbiamo più neanche l’odontoiatria mutualistica”.

Insomma, una situazione preoccupante secondo il dottore luinese, che deve portare tutti gli amministratori locali, dalla maggioranza alla minoranza, a far fronte comune e a unirsi per garantire i servizi essenziali. “Queste cose non possono non essere dette – ha proseguito ancora Compagnoni -. Invito il sindaco Bianchi ad essere cosciente di quello che sta succedendo, la materia sanitaria è una maestranza fondamentale. La condizione del nostro ospedale trova nel Covid qualsiasi tipo di giustificazione, ma è necessaria la concretezza. La politica deve agire, da un punto di vista amministrativo abbiamo un nostro ruolo, dobbiamo fare massa critica con i paesi vicini. Non penso sia utile magari in futuro dover affrontare delle sorprese, a meno che i destini siano già scritti e che la dinamica Covid acceleri soltanto. Dobbiamo cercare sponda e corpo, insieme l’azienda sanitaria, per essere sinergici ed incisivi con la politica e mantenere un certo tipo di dignità”.

Al grido d’allarme di Compagnoni si è unito anche il consigliere ed avvocato Furio Artoni. “Ho apprezzato l’intervento sulla stampa (su Prealpina qualche giorno fa, ndr) del sindaco Enrico Bianchi, che si è reso disponibile ad organizzare un incontro aperto con l’ATS per un problema politico più ampio che riguarda l’ospedale di Luino. Bisogna fare unità, fare fronte comune e coinvolgere tutte le dirigenze in favore del territorio. I servizi ambulatoriali che vanno a scomparire sono un segnale molto preoccupante. È necessario essere più uniti possibile in questa battaglia”.

Dello stesso avviso anche l’ex sindaco Andrea Pellicini, che in questi anni ha seguito le criticità dell’ospedale da vicino. “Le battaglie per l’ospedale vanno sempre fatte. Ricordo negli scorsi anni quando siamo riusciti ad ottenere l’accorpamento dell’ortopedia a Luino. Con il Covid il rischio è che quello che va via poi non torni più, come diceva Compagnoni. Non dobbiamo far andare via nulla, così come dobbiamo mantenere a Luino l’ufficio del Giudice di Pace”.

A prendere parola, sul tema, infine, è stato anche il sindaco Enrico Bianchi, che ha annunciato come in queste settimane ha sentito alcuni dirigenti dell’ASST dei Sette Laghi, che ricoprono diversi incarichi presso l’azienda sanitaria. “Abbiamo fatto una piccola indagine rispetto a quanto denunciato da Compagnoni, ma ad oggi abbiamo ricevuto solo un silenzio piuttosto imbarazzante. Tutte le domande che vengono fatte sull’ospedale hanno risposte legate all’allarme Covid: so solo che siamo passati dal livello 4B al 4C di emergenza, e che ci sono 500 ricoveri Covid al giorno all’ospedale di Circolo”.

Credo sia necessario un confronto tra dirigenza sanitaria e amministrazione, maggioranza e minoranza insieme – continua Bianchi -. Solo così potremmo riuscire a capire in che direzione si vuole andare. Non dico che sia possibile trovare una soluzione totale, ma almeno qualcuna per intravedere il futuro sarebbe di primaria importanza. Ringrazio pubblicamente le testimonianze dei professionisti, come quella di Compagnoni, e di tanti altri operatori. Da rappresentante dei bisogni dei luinesi, mi ha lasciato perplesso il fatto che il DG dell’ASST dei Sette Laghi sia venuto in visita a Luino e che sia venuto a conoscenza di questo passaggio per caso. Lo avremmo accolto volentieri, in sala consiliare abbiamo gli spazi in linea alle normative anti-Covid”.

Con ironia e sorridendo, è stato Pellicini a concludere sul tema: “Tanti direttori dell’ASST sono venuti a presentarsi durante i miei due mandati. Bonelli non è mai venuto, evidentemente il suo è uno stile diverso. Puoi consolarti (rivolgendosi a Bianchi, ndr). Noi invitavamo in Commissione Servizi alla Persona il direttore, che ci relazionava sullo stato dell’ospedale e del futuro. Non può non venire, quindi vi invito a farlo”.

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