Oltre all’accesa discussione riguardante il futuro dell’ospedale di Luino, con le critiche di Franco Compagnoni e le prese di posizione del sindaco Enrico Bianchi e dei consiglieri Furio Artoni e Andrea Pellicini, la sanità locale, in merito alla pandemia ancora in corso e alle vaccinazioni anti-Covid, ha avuto un altro tema oggetto di discussione durante la seduta di consiglio comunale di ieri sera.
“Il quarto piano dell’ospedale è dedicato alle vaccinazioni anti-Covid – commenta il sindaco Enrico Bianchi -, nella difficoltà di trovare spazi all’interno del nosocomio. Così su richiesta dell’azienda sanitaria ci siamo attivati con la parrocchia, sulla base dell’esperienza della campagna antinfluenzale di ottobre e novembre, per realizzare un punto vaccinale presso l’oratorio di Voldomino. La parrocchia ci aveva dato l’ok fino al mese di luglio, coinvolgendo i volontari della frazione e della comunità religiosa, che hanno dimostrato grande sensibilità e solidarietà“.
Così, dopo questa richiesta, come raccontato dal primo cittadino luinese, il Comune si era mosso, ma qualcosa si è bloccato. “Questo sito che abbiamo individuato – continua Bianchi – è stato messo in stand by, non sappiamo fino a quando. Era stato sgombrato tutto, i tecnici dell’ospedale avevano preso le misure per vedere quali opere era necessario realizzare.
“C’è grande amarezza per questo episodio – confessa il sindaco di Luino -. Ci diamo da fare, tantissimo, quotidianamente, prima abbiamo ricevuto richiesta e successivamente ci hanno bloccato. Spero soltanto che, in questo periodo difficile, ci sia un po’ più di consapevolezza e rispetto per le soluzioni riguardanti la campagna vaccinale, con la possibilità di sgravare l’ospedale da questi impegni. Come ci avevano chiesto qualche settimana fa”.
A prendere parola, per spiegare e difendere la scelta dell’ASST dei Sette Laghi è stato il capogruppo e consigliere di “#Luinesi”, Alessandro Casali: “Il 3 aprile probabilmente aprirà il centro vaccinale di Rancio Valcuvia voluto dall’azienda sanitaria sul territorio, con la collaborazione dell’esercito italiano e della Protezione civile. Fino a mezzanotte, una volta attivo, l’HUB effettuerà ogni giorno 1200 vaccini. Non ha senso aprire un altro punto per i vaccini a Luino”.
Il problema, però, riguarda anche gli appuntamenti fissati per le vaccinazioni degli anziani dell’alto Varesotto. Il dottor Compagnoni ha affermato di avere una decina di pazienti che tra Luino e Germignaga sono stati convocati alla Schiranna tra l’8 e il 10 aprile. “Penso sia opportuno recuperare i posti a Rancio a partire dal 3 aprile – commenta il capogruppo di ‘Sogno di Frontiera’ -, dopo le brillanti prestazioni di Aria. L’azione delle vaccinazioni dovrà necessariamente diventare capillare, non dovrà essere gestita a livello regionale. Lo dovranno fare a livello locale i medici di base, solo così rivolveremo questi problemi”.
A chiudere, infine, è stato sempre Casali: “Tutti i cittadini ai quali è stato fissato l’appuntamento a Varese o in altre città possono chiamare e recuperare la somministrazione del vaccino a Rancio Valcuvia. Ci sarà qualche ritardo, si allungheranno i tempi, ma potranno farlo sul territorio, a pochi chilometri da casa, senza alcun problema”.
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