Lombardia | 18 Marzo 2021

Mobilità volontaria per i dipendenti pubblici: come funziona in Lombardia

si tratta del trasferimento di un dipendente da un’amministrazione all’altra, a patto che vi sia il consenso da parte degli enti coinvolti

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I dipendenti impiegati presso enti della Pubblica Amministrazione hanno la possibilità di usufruire, a determinate condizioni, della cosiddetta “mobilità volontaria”. In sintesi, si tratta del trasferimento di un dipendente da un’amministrazione all’altra, a patto che vi sia il consenso da parte degli enti coinvolti.

Dal punto di visto strettamente pratico, questo tipo di mobilità modifica in maniera soggettiva il rapporto di lavoro; può essere implementata nell’ambito di una stessa amministrazione oppure coinvolgere due enti diversi (in tal caso, si parla di mobilità esterna).

I lavoratori dipendenti del settore pubblico che hanno intenzione di usufruire di questa possibilità possono rivolgersi all’IPM o partecipare agli appositi bandi di concorso. In quest’articolo vedremo, in particolare, come viene gestita la mobilità del settore pubblico nella regione Lombardia.

Ente e normativa di riferimento

Per quanto riguarda la regione Lombardia, la mobilità nel pubblico impiego viene gestita dal PoliS, l’istituto regionale per il supporto alle politiche che si occupa della gestione e dell’espletamento delle pratiche relative alle richieste di mobilità. La normativa, invece, ha carattere nazionale: come si legge sul sito di riferimento del polis, il dispositivo che regolamente la mobilità è l’art. 33 del D.Lgs. n. 165 del 2001 il quale stabilisce che le pubbliche amministrazioni possano usufruire della mobilità per motivi di natura finanziaria o qualora si verifichi un soprannumero del personale.

Come funziona la mobilità

Trascorsi dieci giorni dalla trasmissione dell’informativa all’ente, trasmessa sia al Dipartimento della Funzione Pubblica che alle rappresentanze sindacali, l’amministrazione può decidere se procedere al pensionamento del dipendente (o dei dipendenti) oppure valutare la possibilità di attuare una ricollocazione, ossia lo ‘spostamento’ del lavoratore.

Da questo punto di vista, è possibile distinguere diversi tipi di mobilità:

– Interna, quando la ricollocazione avviene all’interno della stessa amministrazione oppure è intercomipartimentale;
– Esterna, quando il dipendente si sposta da un’amministrazione all’altra; in tal caso, è necessario che i due enti diano il proprio assenso alla ricollocazione del lavoratore;
– Guidata: comprende entrambe le modalità sopra descritte, in quanto si tratta di un tipo di mobilità gestito  all’amministrazione;
– Volontaria: in tal caso è il dipendente a decidere di cambiare collocazione professionale. Come spiega la guida redatta dal portale specializzato com, la mobilità volontaria nella pubblica amministrazione prevede che il dipendente svolga un ruolo analogo, con funzioni simili al precedente impiego, per il quale è richiesta la qualifica di cui è già in possesso (benché le mansioni possano essere diverse);
– Interscambio: questa particolare modalità di implementazione della mobilità prevede che due dipendenti, anche di amministrazioni diverse, possano scambiare i propri posti di lavoro, purché vi siano le condizioni.

Dopo novanta giorni dall’invio della comunicazione alle rappresentanze dei sindacati, il personale dipendente che non è stato possibile ricollocare viene inserito in appositi elenchi di disponibilità.

La gestione della mobilità in Lombardia

A livello regionale, è il PoliS a gestire gli elenchi di dipendenti “in disponibilità”, ossia disposti a cambiare lavoro tramite mobilità nell’ambito delle pubbliche amministrazioni presenti sul territorio. Il protocollo prevede che, prima di comunicare l’intenzione di assumere nuovi dipendenti, devono verificare la propria capacità di assunzione. Tale richiesta deve essere inoltrata prima di avviare eventuali procedure di concorso per la selezione dei candidati da inserire in organico.

In Lombardia, ancor prima dell’assunzione dei dipendenti pubblici è necessario ottenere un nulla osta preventivo, rilasciato a seguito di una verifica istruttoria; quest’ultima viene eseguita, per conto della Giunta regionale, da parte della PoliS-Lombardia. Le amministrazioni che intendono avvalersi della mobilità, devono comunicare a PoliS (e al Dipartimento della Funzione Pubblica) le caratteristiche del personale ricercato e, in particolare: l’area di inquadramento, il livello di inserimento, l’eventuale sede di destinazione, funzioni ed idoneità specifiche (nel caso in cui siano necessarie).

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