“Prudenza, distanziamento sociale e senso di responsabilità”. Sono queste le tre priorità che il governo ticinese ha messo in primo piano durante l’ultimo tavolo di confronto con i rappresentanti del Consiglio federale, in vista di un possibile nuovo allentamento delle misure anti Covid.
Lo stesso richiamo, nelle scorse ore, è stato esteso ai sindaci della regione, in merito ad un altro tema caldo: l’organizzazione delle adeguate misure di prevenzione per le imminenti festività pasquali.
Il timore del Consiglio di Stato è che i flussi turistici e i ritrovi familiari possano condizionare in negativo il contesto epidemiologico, già segnato da una ripresa dei contagi e da un aumento dei ricoveri. Fra i possibili strumenti di prevenzione in mano agli amministratori locali, il governo ha indicato il ricorso all’obbligo della mascherina negli spazi all’aperto molto frequentati.
“Questo efficace provvedimento – ha sottolineato il governo tramite una nota – si presta bene per gli spazi pubblici per i quali è lecito prevedere un forte afflusso di persone. Per contro, si sconsigliano restrizioni estemporanee come la chiusura di spazi a macchia di leopardo, finirebbero per generare un quadro disomogeneo fra le diverse località”.
Per il weekend del 3-4 aprile gli occhi degli amministratori saranno quindi puntati su centri urbani, zone di svago, passeggiate e punti di ritrovo a ridosso del lago. Chiusa la parentesi pasquale, però, subentrerà una questione ben più complessa da gestire: l’organizzazione della stagione turistica. Anche in questo caso, nella visione delle istituzioni cantonali, soltanto la linea del pragmatismo potrà dettare il giusto equilibrio tra interessi economici settoriali e tutela della salute.
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