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Varese | 18 Marzo 2021

Coldiretti, anche nel Varesotto “agricoltura settore leader per lo sviluppo in chiave green”

La provincia prealpina è “ben inserita nel sistema-Italia” e vede convivere identità e innovazione, con numerosi giovani sempre più interessati alla professione

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L’impegno annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi per “promuovere un’agricoltura migliore, filiere produttive sostenibili e stili di vita salutari” vede per il territorio del Varesotto un’ampia prospettiva: la provincia prealpina, infatti, vede convivere identità e innovazione in un contesto che, oggi, vede numerosi giovani interessarsi alla professione e all’imprenditoria agricola.

Varese è “una provincia ben inserita in quel sistema-Italia che, in Europa e nel mondo, ha un ruolo di leadership grazie ai primati green conquistati a livello globale” afferma il presidente della Coldiretti locale Fernando Fiori nel commentare positivamente l’annuncio delle Nazioni Unite e del Governo italiano del pre-Vertice sui sistemi alimentari del 2021 che si terra a Roma dal 19 al 21 luglio prossimi.

La scelta dell’Italia – sottolinea la Coldiretti – è un riconoscimento dei primati dell’agricoltura italiana che è la più green e biodiversa d’Europa con 312 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con 80mila operatori, 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici. L’agricoltura italiana – continua la Coldiretti – si classifica nel 2020 al primo posto in Europa per valore aggiunto con 31,3 miliardi di euro davanti a Francia (30,2 miliardi di euro) e Spagna (29,3 miliardi di euro), anche se pesano gli effetti dell’emergenza Covid.

“Con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione. Sul piano nazionale e locale, l’agricoltura italiana ha saputo garantire gli approvvigionamenti alimentari, salvando le famiglie dal pericolo di una corsa inflazionistica incontrollabile: ciò evidenzia la grande strategicità del settore primario anche nella nostra provincia prealpina” continua il presidente Fiori.

Le dinamiche sul piano globale, però, sono diverse: i prodotti alimentari a febbraio 2021 hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni trainati dalle quotazioni in aumento per zucchero, oli vegetali, cereali, latte e carne, sulla base dell’Indice Fao dei prezzi dei prodotti alimentari, che ha raggiunto un valore medio di 116 punti, che rappresenta un incremento del 2,4% rispetto a gennaio, del 26,5% sull’anno precedente e il valore massimo dal luglio 2014.

L’aumento delle quotazioni – sottolinea la Coldiretti – conferma che l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro.

“Per cogliere una opportunità unica, Coldiretti ha elaborato e proposto per tempo su base nazionale progetti concreti immediatamente cantierabili per l’agroalimentare con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni” conclude il presidente Fiori.

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