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Canton Ticino | 14 Marzo 2021

Covid e crisi economica, cresce il numero dei ticinesi che cercano casa nell’alto Varesotto

Il fenomeno interessa soprattutto giovani coppie, ed è legato a diversi fattori - come costo della vita e licenziamenti - su cui la pandemia ha avuto un peso notevole

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Al confine tra alto Varesotto e Ticino sta crescendo il numero di cittadini svizzeri che scelgono di lasciare il proprio paese per trasferirsi in Italia.

Uno spostamento di pochi chilometri, dalla parte opposta della frontiera, motivato però da aspetti che impattano sulla vita di tutti i giorni, ridistribuendo gli equilibri tra benessere e spese da sostenere.

A riassumere i tratti principali del cambiamento in atto è il quotidiano La Prealpina, che cita come riferimento la panoramica tracciata nei giorni scorsi dalla trasmissione “Patti Chiari”, in onda sulla Radiotelevisione Svizzera.

Il Covid ha inciso sul costo della vita e sul mercato del lavoro anche oltre confine, tra usciti fisse mensili, impossibilità nei mesi più duri di fare la spesa nei nostri supermercati e, per quanto riguarda il lavoro, tagli del personale che non hanno certo risparmiato i cittadini elvetici.

L’esigenza di guardare al risparmio, anche in rapporto alle capacità economiche per affrontare i progetti di vita – come ad esempio l’acquisto di una casa di proprietà – sta orientando le scelte di cambiare la propria residenza e spostarsi al di là della frontiera. Scelta che, stando a quanto riporta il quotidiano locale, interessa soprattutto giovani coppie sotto i trent’anni.

“Certo, una decisione che ha luci ed ombre per i ticinesi espatriati – scrive il quotidiano locale – che si trovano subito a confronto con una burocrazia asfissiante rispetto al loro modello federalista e con una sorta di ‘educazione’ alle istituzioni da apprendere daccapo. Non solo, chi ha proseguito nel proprio lavoro in Svizzera si trova a dover fare coda come qualunque altro frontaliere e infine, non va sottaciuto, a molti manca la propria terra, le proprie radici, compresi alcuni generi alimentari impossibili da trovare da questa parte della dogana. Questo è avvenuto anche ai confini con la Francia e la Germania ma il costo della vita italiano è il più ‘invitante’ se si mantiene il salario rosso crociato“.

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