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Luino | 5 Marzo 2021

Atti vandalici al cimitero: danneggiata la tomba di Angelo, il bambino “adottato” dai luinesi

Una bella storia “di solidarietà” vittima dell’inciviltà che spesso caratterizza questi luoghi. I cittadini chiedono videosorveglianza anche all’interno del camposanto

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Una piccola bara bianca, arrivata nel cimitero di Luino circa quattro anni fa e seppellita senza nessuno che partecipasse a quei momenti tranne gli addetti delle pompe funebri. E un biglietto, lasciato sulla tomba, con l’invito rivolto a eventuali parenti del piccolo defunto a mettersi in contatto con il numero di telefono lì riportato.

Da quel giorno, però, non è mai arrivata nessuna chiamata e il prato ha iniziato a ricoprire pian piano quel lembo di terra: è stato lì che alcuni luinesi hanno iniziato a prendersi cura di quella tomba senza nome e dalla storia sconosciuta che si è trasformata in una “storia di solidarietà”, come la definisce La Prealpina.

A raccontare questo avvenimento al quotidiano locale è stato proprio uno di questi cittadini che, insieme ai famigliari, ha deciso di chiedere al Comune di poter “adottare” simbolicamente il piccolo, chiamandolo Angelo.

La generosità della comunità locale, però, non si è fermata qui: una signora ha infatti voluto donare una lapide marmorea, mentre un incisore ha realizzato la targhetta in ceramica con il nome da apporvi sopra: “Da allora – racconta il luinese a La Prealpina – chiunque passi al cimitero lascia un fiorellino, recita e dona una preghiera e soprattutto nessuno ci passa più sopra perché quel luogo ora è di Angelo”.

La brutta sorpresa, però, è arrivata pochi giorni fa quando alcuni ninnoli in ceramica lasciati sulla tomba sono stati trovati in frantumi. Tanta l’amarezza per un gesto che non è certamente un caso isolato nel camposanto luinese (e non solo), dove spesso vengono anche rubati persino gli annaffiatoi o i fiori che i famigliari portano ai propri cari, ma chi si dedica alla sepoltura di Angelo preferisce pensare che non si sia trattato – almeno in questo caso – di un’azione intenzionale, “che nessuno voglia togliere un segno di infanzia, un gioco tutto per lui sopra una terra che si fa cielo, la stessa infanzia che quel piccolo non ha mai avuto”.

L’episodio ha fatto sì che la comunità luinese – che già sente molto il problema della mancanza di un sistema di videosorveglianza in città – chiedesse all’amministrazione di provvedere a installare alcune telecamere anche all’interno del cimitero per poter individuare gli eventuali responsabili di tali atti.

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