Due mani che si intrecciano, sui palmi le bandiere italiana e svizzera e l’hashtag #apriteledogane: questa è l’immagine che campeggia, da qualche giorno, sulle vetrine di una trentina di attività commerciali di Lavena Ponte Tresa.
È l’appello lanciato da un gruppo di commercianti del paese, riunitisi sotto il collettivo “Wonderful Ponte Tresa – Shopping Village” con il desiderio di fare rete e portare avanti progetti e iniziative per valorizzare e rendere sempre più vivibile il piccolo centro sulle sponde del Ceresio, dando a turisti e visitatori “il senso di una cittadina unita e legata da un progetto di accoglienza comune”.
“Vogliamo solo poter rivedere la nostra clientela” affermano gli esercenti, messi in ginocchio dalla chiusura delle frontiere con la Svizzera – tranne che per i lavoratori frontalieri o coloro che devono recarsi oltreconfine per motivi di salute – in atto ormai da mesi a causa della pandemia da coronavirus: “In alcuni casi – spiegano sulle colonne del quotidiano locale La Prealpina – il 95% della clientela arriva dalla Confederazione. E così abbiamo lanciato questa campagna sperando che il messaggio vada oltre Lavena Ponte Tresa, ma venga seguito da tutto il confine italo-svizzero”.
“Ci rendiamo conto – spiegano i responsabili sulla loro pagina Facebook – che il momento storico non permette alle amministrazioni di avere ingenti risorse da investire, per questo abbiamo deciso di rimboccarci le maniche, proponendo e realizzando una serie di iniziative che partissero dal basso e dalla nostra forza di volontà, per realizzare piccoli grandi cambiamenti. Molte le idee che abbiamo messo sul tavolo: cura dell’arredo urbano, eventi di animazione, manifestazioni tematiche alla cui realizzazione parteciperemo di comune accordo, ognuno offrendo le proprie competenze, i propri mezzi e la propria disponibilità”.
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