Canton Ticino | 25 Febbraio 2021

Covid, le scuole ticinesi e il rischio varianti: “In caso di necessità, sì alle mascherine in classe”

Il provvedimento riguarderebbe gli allievi di quarta e quinta elementare, ma ad oggi non sono emersi segnali preoccupanti. I test a tappeto resteranno facoltativi

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La diffusione delle varianti Covid, il maggior grado di esposizione dei giovani al contagio e quindi le connesse probabilità di sviluppo di possibili focolai – vedi il caso recente di Viggiù – sono i temi che hanno aperto anche oltre confine una riflessione utile a individuare gli strumenti e le misure da impiegare nel caso in cui il contesto epidemico dovesse rapidamente peggiorare.

Ad oggi, nonostante la fisiologica preoccupazione per la diffusione delle varianti e per le notizie su scala internazionale relative alle altre mutazioni, nel sistema scolastico del Canton Ticino non sono presenti criticità tali da suggerire un ricorso a ulteriori strette.

I dati che riguardano le assenze per Covid e le quarantene di classe sono tutt’altro che allarmanti. Nelle scuole per l’infanzia della regione i casi hanno fino a qui raggiunto un picco massimo del 6%, che scende al 4,4% se si considera come riferimento la scuola elementare nel periodo di massima concentrazione dei casi, cioè subito dopo la pausa per le vacanze di Natale.

Ad ogni modo l’esigenza di considerare in forma preventiva qualsiasi scenario, ha portato il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport a prendere contatto con le direzioni scolastiche per comunicare la linea del Ticino rispetto a possibili nuovi provvedimenti anti contagio. Una linea che contempla il ricorso alle mascherine in classe per gli allievi di quarta e quinta elementare. “Si tratterebbe di un periodo limitato, il Cantone fornirebbe il materiale per le prime settimane e i Comuni sarebbero in ogni caso avvertiti per tempo”, ha fatto sapere il Dipartimento attraverso una nota.

Quanto all’uso dei test a tappeto, fondamentali per i processi di screening finalizzati ad intercettare la diffusione del virus in uno specifico contesto, il pensiero istituzionale resta ancorato all’uso facoltativo e alla gratuità, “nei casi in cui ci fossero dei concreti segnali di presenza di un contagio legato ad una delle nuove varianti del virus – si apprende ancora dalla nota -. Questa modalità si è rivelata efficace e utile a gestire adeguatamente le situazioni di possibili focolai”.

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