Economia | 13 Febbraio 2021

Traduttori freelance: tutti i vantaggi del regime forfettario

Un'opzione in grado di assicurare diverse semplificazioni a molti liberi professionisti, sia di quelli in procinto di aprire una Partita IVA che per i già attivi

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Il regime forfettario è il regime contabile più interessante per chiunque svolga la professione di traduttore freelance.

Si tratta di un’opzione in grado di assicurare diverse semplificazioni a molti liberi professionisti, sia che si tratti di traduttori freelance in procinto di aprire una Partita IVA, sia di tutti quei lavoratori già in attività con un regime contabile differente.

Il regime forfettario è infatti un regime agevolato, pensato per le persone fisiche che hanno attività d’impresa, artistiche o professionali, che non prevede alcuna discriminante sull’età anagrafica del contribuente né sul numero di anni di attività.

Contabilità: l’importanza di affidarsi a un esperto

Per avere una visione completa sulle modalità di accesso al regime forfettario è bene affidarsi al parere di un commercialista.

Poter usufruire di una consulenza valida aiuta a comprendere se la propria attività abbia tutti i requisiti per aderire a questo regime contabile di vantaggio o se sussistano motivi che conducano a cause di esclusione.

Un ottimo ausilio disponibile anche online è la guida al regime forfettario per i traduttori proposta dall’esperto tributarista Giampiero Teresi di Regime-forfettario.it, un vademecum ampio e dettagliato completamente dedicato ai traduttori in attività o in procinto di aprire una partita IVA.

Regime forfettario: i requisiti per l’accesso

Per quanto riguarda i parametri di accesso, la legge prevede che posano aderire al regime forfettario le persone fisiche che abbiano conseguito ricavi e compensi annui non superiori a 65.000 euro.

A questo requisito se ne aggiungono altri due: il primo relativo alle spese per il lavoro accessorio o per i collaboratori (anche se assunti soltanto per progetti specifici) che non devono superare il limite di 5.000 euro.

Il secondo, relativo ai beni strumentali, che al lordo degli ammortamenti, per l’anno di riferimento, devono essere al di sotto del limite massimo fissato a 20.000 euro.

I vantaggi del regime forfettario: la tassazione

Qualora un traduttore freelance soddisfi questi requisiti, può accedere al regime forfettario e usufruire di tutti i vantaggi che esso comporta. Il primo, quello più interessante, è relativo a una tassazione più bassa, pari al 5% per i primi cinque anni di attività e al 15% a partire dal sesto anno in poi.

Nel regime forfettario si parla infatti di imposta sostitutiva IRPEF, un’imposta molto vantaggiosa non solo dal punto di vista economico, ma anche burocratico, dal momento che va a sostituire sia l’IRPEF (che per i regimi Semplificato e Ordinario oscilla dal 23% al 43%), sia l’IRAP e le addizionali regionali e comunali.

Regime forfettario ed esenzione IVA

Il secondo vantaggio del regime forfettario è legato all’esenzione IVA. I traduttori freelance aderenti a questo regime contabile hanno infatti la possibilità di emettere fatture prive della suddetta tassazione, al contrario dei colleghi nel Regime Ordinario o Semplificato, per i quali è invece prevista l’imposta IVA del 22%.

La conseguenza è quella di poter fornire alla clientela un servizio di traduzione dal costo molto più vantaggioso, rispetto agli altri professionisti del settore, fornendo quindi parcelle dagli importi ampiamente più concorrenziali.

Diminuzione degli iter burocratici

Il regime forfettario assicura altresì tutta una serie di semplificazioni contabili che possono alleggerire gli iter burocratici. Nello specifico, un traduttore che abbia i requisiti per aderire al regime forfettario non ha l’obbligo di effettuare alcuna dichiarazione IVA, né trimestrale né annuale.

Non deve provvedere alla registrazione degli acquisti e delle fatture emesse e non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili sui registri, fatto salvo quanto previsto per tutti gli obblighi di conservazione non attinenti alla natura tributaria.

Ritenuta d’acconto e contributi pensionistici

L’altro grande vantaggio è l’esenzione della ritenuta d’acconto, grazie alla quale il traduttore potrà incassare il totale dei propri compensi, senza che a essi venga applicata una trattenuta in genere pari al 20% degli importi.

A tutto ciò si aggiunge il vantaggio di poter scaricare percentuali di costi aziendali già determinate dalla normativa – quindi senza alcun obbligo di dimostrarne gli importi tramite le fatture – nonché l’accesso alle semplificazioni in fatto di contributi INPS.

Per la categoria dei professionisti senza cassa, della quale fanno parte anche i traduttori freelance, prevedono il solo versamento di una contribuzione in percentuale al fatturato, senza alcun versamento fisso.

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