Varese | 11 Febbraio 2021

Covid, varianti: le indagini di ATS Insubria e il “metodo Viggiù”

Ventitré i casi di mutazione inglese accertati, il focolaio nelle classi delle primarie in Valceresio ha condotto ad uno screening approfondito rivolto a 230 persone

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Con il passare dei giorni e delle settimane appare ora chiaro, grazie alle attività di monitoraggio, il quadro relativo all’impatto delle varianti Covid in provincia di Varese.

Le rilevazioni compiute dai laboratori di ATS Insubria hanno portato ad isolare ventitré casi di mutazione inglese (sei i soggetti non ancora negativizzati) e uno di mutazione brasiliana. Unico anche il caso di variante sudafricana individuato la scorsa settimana. Le condizioni della persona risultata positiva al rientro da un viaggio – che sette giorni fa si erano improvvisamente aggravate al punto da rendere necessario il ricovero in terapia intensiva – sono ora in miglioramento.

C’è poi un episodio specifico che oltre a fare notizia è divenuto l’esempio di come applicare un metodo di indagine che consente alle autorità sanitarie di non perdere di vista i movimenti del Covid, e delle sue mutazioni, nei contesti locali. Presso le due scuole primarie di Viggiù, nei giorni scorsi, è stato scoperto un focolaio che ha fatto scattare le quarantene e tutte le procedure di verifica previste tramite tamponi.

“Dal 13 gennaio – spiega la dottoressa Annalisa Donadini, dirigente della Medicina di comunità di ATS Insubria – abbiamo iniziato con le quarantene di classe a monitorare la situazione, procedendo poi con i tamponi al decimo giorno di isolamento, secondo la prassi. Anche durante i controlli emergevano le positività, il che ci ha portato ad ipotizzare una circolazione estesa all’interno del nucleo scolastico delle elementari. Abbiamo così proposto lo screening a più di duecento soggetti – prosegue la dottoressa – corrispondenti all’intera popolazione scolastica. Questo passaggio ulteriore ci ha permesso di risalire ad altre cinque positività, tra l’istituto di Viggiù e quello della frazione di Baraggia. Tra queste era presente anche un caso di variante inglese”.

L’indagine, definita a “cerchi concentrici“, ha portato i tecnici di ATS ad estendere progressivamente il raggio di osservazione, cogliendo tutti i segnali dello screening per non lasciare scoperta alcuna ipotesi sulla circolazione del virus e delle sue varianti, in un contesto perfettamente delineato. I soggetti che hanno fino a qui aderito alla campagna sono 96, su un bacino di 230 persone.

“Ci dispiace che molti abbiano scelto di non partecipare – aggiunge la dottoressa – nonostante la sensibilizzazione indirizzata alle famiglie. L’accertamento allargato, seguendo questo schema, proseguirà e già nei prossimi giorni il controllo sulla variante verrà proposto ai residenti positivi al Covid che non appartengono alla comunità scolastica. Il monitoraggio e le verifiche continueranno poi con il coinvolgimento di personale e alunni di differente grado – conclude -, dalla scuola dell’infanzia fino alle medie“.

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