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Lombardia | 2 Febbraio 2021

Lombardia, l’opposizione: “Non c’è piano anti-Covid, Regione senza bussola”

Le opposizioni (Pd, M5S Lombardia e Più Europa-Radicali), sedute al Pirellone, criticano duramente il piano presentato questa mattina in conferenza stampa

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Dalla Moratti abbiamo appreso che non c’è alcun Piano organizzativo vaccinale anticovid. Chiediamo lo presenti al più presto in Commissione”. Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti stigmatizza così l’intervento di questa mattina, in aula, dell’assessore alla Sanità.

Letizia Moratti – afferma Astuti – non ha presentato un piano vaccinale. Non ha dato alcuna indicazione sul piano organizzativo, non ha indicato chi contatterà gli anziani, quali strutture saranno utilizzate per i vaccini, quale personale sarà messo a disposizione. Per l’ennesima volta la Regione insegue gli eventi e non pianifica nulla. Tutto quello che ha saputo fare di nuovo l’assessore Moratti è richiamare Bertolaso che, di fatto, va a commissariare l’attuale struttura welfare, compreso il responsabile della campagna vaccinale Lucchini, appena nominato, evidentemente non considerati all’altezza”.

“Il quadro – conclude Astuti – non è rassicurante. Chiediamo all’assessore Moratti di presentare in Commissione sanità un Piano vaccinale anticovid, che faccia chiarezza su organizzazione e responsabilità”.

A lui si aggiunge anche Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Mi riservo di giudicare il piano proposto da Moratti nei prossimi giorni per valutare se c’è stato davvero il cambio di passo promesso in ogni dichiarazione pubblica del neo assessore. Fontana e suoi ci ha abituato ad annunci enfatici che sono sempre seguiti con un nulla di fatto. Nell’interesse dei lombardi ci auguriamo che le cose cambino. Ricordo però che questo maledetto virus non può essere combattuto a parole, ma che servono tamponi e vaccini. E su entrambi siamo in ritardo”.

Sui tamponi la situazione è preoccupante. La gara per le analisi è stata affidata a una ditta di Napoli a un costo molto basso, 25 euro a tampone, tanto che i laboratori faticano a rientrare nei costi e non garantiscono tempi rapidi. Non comprendiamo poi la scelta di Bertolaso per il piano vaccini. È incomprensibile: esiste già un referente del piano vaccini in Lombardia e cioè Giacomo Lucchini. Ancora, è stata nominata Emanuela Baio, che ha un passato di parlamentare di centro sinistra, come consulente di Fontana. In questo momento alla Lombardia sembra mancare una bussola e un orizzonte. Moratti e Fontana se proprio non vogliono ascoltare noi opposizioni ascoltino i lombardi, i medici, le ATS, il personale sanitario e gli studenti. A loro devono restituire un presente e un futuro”, conclude Mammì.

A fargli eco anche il capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio Regionale, Massimo De Rosa. “Dieci milioni di lombardi vaccinati entro fine giugno? Siamo pronti, se necessario, a fare la nostra parte affinché si possa raggiungere questo importante obiettivo. Certo non sarà semplice. I precedenti del commissario Bertolaso non parlano certo a suo favore. Come dimostra l’ultimo flop dell’ospedale in Fiera. Seicento posti promessi, meno di ottanta realizzati”.

“Tanto siamo disponibili a lavorare per questo traguardo, quanto saremo inflessibili nel pretendere una piena presa di responsabilità da parte del commissario Guido Bertolaso, dell’assessore al Welfare Letizia Moratti e del presidente Attilio Fontana, qualora queste parole si rivelassero il preludio all’ennesimo fallimento di questa amministrazione e, ancor più grave, l’ennesima presa in giro sulle spalle, sul lavoro e sulle speranze dei cittadini lombardi. Oggi il commissario Bertolaso e i vertici di Regione Lombardia hanno pronunciato una promessa solenne, su di un argomento che può essere trattato solo con serietà. Confidiamo non si traduca tutto nell’ennesima inutile e strumentale polemica con Roma, a favore di propaganda. Pretendiamo di non restare nuovamente delusi” conclude De Rosa.

Infine, anche le parole di Michele Usuelli, consigliere regionale di Più Europa-Radicali. “La mia ipotetica nonna di 85 anni che vive a Roma ha prenotato ieri sul portale della regione Lazio il vaccino: la prima dose la fa 23 febbraio, la seconda il 16 marzo. Mia nonna a Milano, invece, dall’assessore Moratti ha capito oggi che avrà maggiori dettagli tra una settimana, tra due settimane ci sarà il portale, dove ci si prenota, ma poi verrà contattata telefonicamente (e allora che portale è?). Sul dove, siamo ancora ai criteri indicativi per identificare i luoghi. Quando? Mercoledì scorso in Commissione sanità ci veniva comunicato che la fase due sarebbe iniziata dopo il 25 marzo”.

“Oggi apprendiamo che partirà dal 24 febbraio. Effetto Bertolaso. Perché? È la famosa autonomia lombarda – prosegue -: siamo gli unici a sbagliare l’invio dei dati, gli unici a non pianificare, gli unici a non capire che un portale serve per inserire dati ed avere risposte in real time; se poi devo aspettare una telefonata a che serve? Pesano 27 anni di destra al potere sanitario in Lombardia che ci ha reso bravissimi (e meno male) a curare le malattie costose, mentre la medicina preventiva, di territorio, Igiene, Sanità pubblica ed Epidemiologia sono state considerate specialità mediche da sfigati. È un deserto”.

Unico aspetto positivo, secondo il consigliere, quello in chiusura dell’intervento di Moratti. “Accogliamo positivamente la iniziativa della Vice Presidente Moratti sul metodo di coinvolgimento degli specializzandi: mettersi a disposizione per vaccinare un mese senza retribuzione, come propone il Governo, non va bene”, commenta Usuelli.

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