Bisuschio | 1 Febbraio 2021

La “riflessione covidiana” del sindaco di Bisuschio: “Di fronte alla malattia siamo tutti uguali”

Resteghini ha condiviso con i concittadini qualche pensiero sul coronavirus, che lo ha toccato anche personalmente, e un appello: “Dimostriamo di essere una comunità”

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Il sindaco di Bisuschio, Giovanni Resteghini, è uno degli amministratori dell’alto Varesotto che ha provato sulla propria pelle il coronavirus negli scorsi mesi.

Ieri, domenica 31 gennaio, ha voluto scrivere ai propri concittadini una lettera – pubblicata sul sito del Comune – che definisce “riflessione covidiana”, nella quale condivide alcuni pensieri su quanto l’esperienza della pandemia abbia inciso sulla società e sulle persone.

Un richiamo alla nota lirica di Totò, ‘A livella, ma anche un concreto appello a tutti affinché si continui a mantenere un comportamento saggio capace di proteggere tutti a vicenda, per dimostrare di essere davvero “parte di una comunità solidale”.

Ecco le parole di Resteghini.

Covid-19 forse sta arricchendo chi già ricco era e che prontamente ha investito nel campo sanitario diventando ancora più ricco. Parlo dei grandi ricchi ovviamente.

Covid-19 sta nello stesso modo impoverendo chi era già povero o perlomeno non ricco e che con l’avvento della malattia e delle politiche sociosanitarie ha perso molte opportunità se non tutte.

A volte mi chiedo se uno degli aspetti di questo poliedrico virus non sia anche quello di essere una livella. Non solo nel senso totoiano della morte: ricorderete ‘A livella con la quale il principe de Curtis, in arte Totò, definiva la morte. Ma anche nel senso che di fronte alla malattia diventiamo tutti uguali.

Certamente qualcuno si può curare meglio di qualcun altro. Certi ospedali sono più performanti di altri. Ma la malattia ci spoglia e il re resta nudo. Più il tempo passa e più conosciamo questa malattia e scopriamo tutte le sue ricadute: polmonari ma anche neurologiche. Respiro difficile da ristabilire, ma anche stanchezza, problemi sensoriali e addirittura confusione mentale. Di fronte a questa malattia rischiamo (oppure per fortuna) di diventare tutti uguali. Non ci sono più “veri” sani né di corpo né di mente. Anzi non c’è più differenza tra essere sani o malati di corpo o di mente. Rischiamo di essere (o per fortuna siamo) tutti uguali.

Forse però dico queste cose perché Covid-19 oltre ai polmoni mi ha fiaccato anche il sistema nervoso e la sua centrale cerebrale (già affaticata…). Amen.

P.S. Diventiamo zona gialla. In effetti i contagiati anche a Bisuschio stanno toccando il numero più basso di questi ultimi mesi. Comportiamoci in modo saggio per evitare di tornare a essere zona arancione o rossa ma soprattutto per proteggere tutti dalla malattia nell’attesa che sia stabilito un piano di vaccinazione di massa. Dimostriamo di essere parte di una comunità solidale!

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