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Milano | 26 Gennaio 2021

Covid e dati errati, bagarre in Consiglio regionale: “Verità per la Lombardia”

Dopo le proteste in aula, alcuni consiglieri sono stati espulsi. Astuti: “O trasparenza o continueremo a protestare”. M5S: “Questa maggioranza ha mentito ai lombardi”

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Dure contestazioni, questa mattina, durante la seduta del Consiglio regionale a Palazzo Lombardia: diversi esponenti del M5S hanno più volte interrotto la seduta, esponendo in aula cartelli con lo slogan “Verità per la Lombardia”, indirizzati in modo particolare al Presidente Attilio Fontana.

Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia, ha dichiarato: “Il tempo delle bugie è finito: in Consiglio abbiamo portato la richiesta di verità che è di tutti i cittadini. Gli errori di questa amministrazione hanno danneggiato migliaia di aziende e centinaia di migliaia di lavoratori e le loro famiglie. E peggiorato il quadro sanitario generale. Il centrodestra dovrà rimborsarli uno per uno”.

“A Fontana – ha proseguito – non sono bastati gli errori inauditi nella gestione dell’emergenza, gli sbagli plateali negli acquisti dei vaccini e sulle RSA e gli svarioni comunicativi. In un momento di grandi rinunce e difficoltà, questa maggioranza ha sbagliato e poi mentito ai lombardi per coprire i propri errori costringendoli  a sacrifici inutili e a chiusure non necessarie. La Lombardia del centrodestra è malata. Le dimissioni di Fontana sono solo il primo passo per garantirle una cura e un futuro”.

Lo stesso De Rosa e i consiglieri pentastellati Nicola Di Marco, Dario Violi, Simone Verni e Dino Alberti sono stati espulsi dall’aula nel corso delle proteste. I cinque esponenti del M5S regionale si sono espressi successivamente in una nota congiunta con queste parole: “Invece di perdere il loro tempo con espulsioni surreali, devono darci risposte. In Consiglio regionale abbiamo solo ribadito con forza al centrodestra le domande dei lombardi sulla disfatta della nostra regione. Pretendiamo che si scusino per i loro errori, si facciano da parte e che i dati del Covid corretti siano resi pubblici. L’emergenza merita amministratori capaci, non questa banda di improvvisati. Questa Giunta si è sfiduciata da sola con il fallimento di Fontana, epilogo di una malagestione che dura da anni. Per quanto ci riguarda il rispetto è il valore che ispira ogni minuto della nostra attività politica al servizio dei cittadini. È in nome di quel rispetto per i lombardi che oggi siamo espulsi da quell’aula dove, anno dopo anno, il centrodestra ha smantellato l’eccellenza lombarda. È ora che in Lombardia si cambi”.

Dopo che anche il consigliere dem Pietro Bussolati è stato espulso dal presidente Alessandro Fermi, nel pomeriggio il gruppo del Pd ha deciso di abbandonare l’aula: “Dopo che Fontana ha negato ancora una volta qualsiasi errore da parte della Regione, i consiglieri dell’opposizione hanno iniziato una bagarre in aula, chiedendo con forza alla Regione di fornire i dati disaggregati e di procedere alla revisione della legge quadro sulla sanità regionale, la cui sperimentazione è scaduta a fine anno”, spiegano i dem in una nota stampa.

“Quanto è successo oggi – ha dichiara il consigliere del Pd Samuele Astuti – segna un punto di svolta: o Fontana dà piena trasparenza sui dati della pandemia e fa partire la riforma della sanità regionale o noi continueremo a protestare, soprattutto in commissione sanità, perché le priorità devono essere queste. Avevamo chiesto al presidente Fontana di venire in aula a dare risposte sul grande pasticcio dei dati che è costato ai lombardi una settimana in zona rossa. Così non è stato, è venuto a ribadire le menzogne che aveva già detto nei giorni scorsi e si è rifiutato di fornirci ciò che chiediamo da mesi, ovvero i dati disaggregati che ci dicano come stanno le cose in Lombardia e rendano trasparente la situazione. Invece delle risposte è arrivata l’espulsione di alcuni colleghi, è evidente che non c’erano le condizioni per continuare i lavori”, ha concluso l’esponente dem.

A margine dei lavori anche il il Presidente del Consiglio regionale Fermi è intervenuto sulle proteste scatenatesi nella mattinata: “Le istituzioni non si fermano mai, e nessuno può pensare di arrestarne il funzionamento perché hanno anticorpi e regole che le mettono al di sopra di ogni tentativo di sabotarle. Oggi l’istituzione regionale è stata minata da comportamenti irrispettosi nei confronti innanzitutto dei cittadini lombardi: ben venga un confronto politico duro e schietto, ma è stato grave cercare di bloccare ripetutamente i lavori con atteggiamenti strumentali. Il Consiglio regionale alla fine ha comunque approvato provvedimenti importanti a tutela dei figli minori di genitori separati e per favorire l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro, provvedimenti condivisi e che certamente ai cittadini lombardi stanno molto a cuore”.

“Alla fine della giornata di oggi – ha concluso – ai cittadini lombardi resterà solo la consapevolezza di poter contare su nuove misure importanti a sostegno di famiglie con genitori separati o con persone disabili. Questa è la forza delle istituzioni: affrontare e dare risposte alle esigenze e ai problemi. Questo è il dovere del Consiglio regionale, che non si è mai fermato nemmeno nel periodo del lockdown, figuriamoci davanti alle proteste”.

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