In questi mesi i problemi legati al mondo della scuola e dell’istruzione si sono certamente acuiti a causa dell’emergenza coronavirus che ha costretto e costringe tuttora, a momenti alterni, i tantissimi alunni che frequentano gli istituti di ogni ordine e grado a seguire le lezioni tramite la didattica a distanza.
Eppure questa, che è una situazione già di per sé molto complicata, sembra essere solo la punta dell’iceberg: al di sotto della superficie si agitano infatti molte altre difficoltà, di vario genere, che preoccupano non poco le famiglie dei bambini e dei ragazzi.
È il caso, ad esempio, di una mamma che ci ha inviato una breve missiva per raccontare ciò che sta accadendo al figlio, che frequenta la classe quinta della scuola primaria in un plesso dell’alto Varesotto, nella quale esprime tutta la sua preoccupazione – oltre che la sua rabbia – in merito.
Riportiamo di seguito le sue parole.
“Nonostante ripetute segnalazioni e solleciti, sia alla diretta interessata insegnante sia ai suoi superiori, mio figlio, frequentante la classe 5 elementare, ad oggi – metà gennaio – non è ancora stato sottoposto a un’interrogazione in materie come storia/geografia/scienze che dovrebbero iniziare in terza elementare.
Non credo sia possibile sopportare una situazione del genere: che in tre anni non si sia fatta una – dico una sola – interrogazione! Credo che questo avrà senza dubbio ripercussioni su mio figlio, nel futuro percorso scolastico, in quanto ritengo che le elementari siano la base della formazione di un alunno. Andrà alle medie senza sapere cos’è un’interrogazione e senza sapersi esprimere!
È corretto che nessuno di competenza, nonostante le segnalazioni, si sia mosso per risolvere il problema di questa classe? Probabilmente è più comodo far finta di nulla e aspettare che il problema “svanisca” con la pensione (dell’interessata)?”.
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