Alto Varesotto | 17 Gennaio 2021

“Cinema e dintorni”, quando la cinepresa cambiò il mondo. Compreso l’alto Varesotto

Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumière mostrarono a Parigi le meraviglie della macchina da presa, che poco tempo dopo conquistarono anche il nostro territorio

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(A cura di Gianni Pozzi) Il 28 dicembre 1895 a Parigi, nel “Salon indien du Grand Café del Boulevard des Capucines”, si tiene la prima proiezione pubblica del cinematografo.

Si proiettano dieci film di pochi minuti, il primo è “La sortie des usines Lumière”; ne sono artefici i fratelli Auguste e Louis Lumière, oggi considerati gli inventori di un’arte che ha cambiato la storia del nostro tempo. Il cortometraggio, come si può comprendere dal titolo, raffigura appunto l’uscita degli operai dalla fabbrica dei Lumière a Montplaisir, non lontano da Lione. Soggetto molto semplice, la sfilata degli operai e delle operaie che lasciano l’edificio è considerata perciò un momento indelebile della storia dell’umanità e fu accolto al tempo dal pubblico che vi assistette come un’autentica magia, frutto del progresso e della scienza che muovevano in quegli anni passi da gigante. Da quel giorno il cinema si andò affermando nel mondo intero.

La Cineteca di Bologna, mentre prosegue la chiusura delle sale cinematografiche a causa dell’emergenza sanitaria, per festeggiare questo anniversario, sulla piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala, mette in programma il film “Lumière! La scoperta del cinema”. Si tratta di 114 film (50 secondi cadauno) scelti dall’immenso catalogo Lumière di oltre 1.400 film realizzati dai Lumière e dai loro operatori, tra il 1895 e il 1905, commentati da Thierry Frémaux (direttore dell’Institut Lumière di Lione e del Festival di Cannes) e restaurati dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, diretto dal gemoniese Davide Pozzi.

La prima proiezione italiana avvenne il 13 marzo 1896 a Roma per opera dei Lumière ed a Milano pochi giorni dopo. E ad assistere a quella proiezione c’è anche Umberto Bagaini, il direttore della «Cronaca Prealpina» che non si fa sfuggire l’occasione per raccontare ai propri lettori quell’esperienza; e scrive infatti “Lettrici gentili, sapete voi che cos’è il cinematografo? No? Ebbene quando vi capita l’occasione di andare a Milano non mancate di recarvi al Teatro Milanese e colà potrete ammirare una delle più geniali applicazioni della fotografia…”.

Ma da noi quando è arrivato il cinematografo? A Varese è del settembre 1896 la prima traccia documentata grazie ad un articolo (30 settembre 1896) del solito quotidiano locale che scrive ” … ieri sera nel Politeama Ranscett sono incominciate le rappresentazioni col cinematografo Edison. Le scene sono interessantissime e ve ne sono talune, come la Lotta e la Danza Serpentina, veramente curiose ed originali. …”. A Luino, invece, la data dell’arrivo del cinema dovrebbe essere riscontrabile in ottobre 1901; il condizionale è d’obbligo perché erano già passati sei anni dalla presentazione a Parigi di questa invenzione e non si può escludere che qualche ambulante sia transitato da Luino, anche prima di questa data, ma senza suscitare la curiosità dei giornalisti.

La notizia di questa rappresentazione la leggiamo in «Cronaca Prealpina» del 26 ottobre 1901: “LUINO, il distintissimo signor Eclat insieme alla sua compagnia darà inizio questa sera ad un ciclo di interessanti intrattenimenti. C’è grande attesa per l’annunciata proiezione cinematografica che richiama spettatori anche dai limitrofi paesi , tutti desiderosi di vedere da vicino il nuovo modello di Cinematografo e i «quadri animati» di attualità”.

In Valtravaglia trovo traccia della presenza di un cinematografo viaggiante durante le feste di ferragosto 1907, organizzate dalla “Pro Porto” perché si propone un programma che prevede anche un “Cinematografo gigante“. In una cronaca locale («Corriere del Verbano» del 15 agosto 1907) si legge“… esito assicurato poiché nel loro programma vi sono inclusi dei numeri veramente attraenti come il gran concerto dovuto ad esimi artisti, ed il cinematografo gigante, ecc…”

E in Valcuvia? Probabilmente, il condizionale comunque è doveroso, nel 1910 e capita ad Orino. Una cronaca giornalistica (in “Ordine della Domenica”, edito a Como del 9 gennaio 1910) recita “Trattenimenti cinematografici, ORINO – Da alcuni giorni, nel salone dell’Albergo Prealpi, si sono inaugurati dei trattenimenti cinematografici che attraggono sempre un numeroso pubblico anche dai vicini paesi. Dirige siffatti spettacoli – una vera novità per noi – il signor Malossi Alfredo, il noto ed apprezzato esecutore degli impianti che forniscono Cabiaglio, Orino ed Azzio, l’illuminazione elettrica con grande soddisfazione di tutti”.

Con l’augurio per questo anniversario, nel pieno della pandemia mondiale e con le sale cinematografiche chiuse, che il 2021 gli riporti quel pubblico, scelto e numeroso, del suo debutto.

(Foto di copertina: un fotogramma del primo film dei fratelli Lumière, “L’uscita dalle officine Lumière”)

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