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Lombardia | 8 Gennaio 2021

Letizia Moratti vicepresidente e assessore al Welfare: ecco la nuova giunta regionale della Lombardia

Presentata oggi dal presidente Fontana la nuova composizione. Critiche dalle opposizioni (M5S e Pd) per il rimpasto, definito tardivo e “indigesto per i lombardi”

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La “nuova” giunta della Regione Lombardia è ormai ufficiale: a presentarla, nella tarda mattinata di oggi, venerdì 8 gennaio, è stato il presidente Attilio Fontana a rendere noti i nomi degli assessori mentre le deleghe verranno spiegate più in dettaglio in una conferenza stampa prevista per domani.

La novità più rilevante, come già emerso da molte indiscrezioni, è la nomina di Letizia Moratti a vicepresidente e assessora al Welfare: già ministra dell’Istruzione e prima sindaca donna di Milano, Moratti è andata così a sostituire Giulio Gallera che non ricoprirà alcun ruolo nel nuovo assetto regionale. Insieme a lei sono entrati a far parte della giunta anche due deputati della Lega che hanno rivestito posizioni durante il primo governo Conte: l’ex ministro per la Famiglia Alessandra Locatelli e l’ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Guido Guidesi.

“Il punto è la ripartenza della Lombardia che deve essere la regione che contribuisce a trainare il sistema Paese. La Lombardia è troppo importante. Ringrazio gli assessori che hanno lavorato con me in questi anni”, ha dichiarato Fontana questa mattina. “Abbiamo voluto concentraci per mettere nuove forze, fresche, per continuare a guardare con determinazione al futuro della nostra regione e per fare in modo che la Lombardia possa ricominciare a correre, con la stessa forza con cui ha corso negli scorsi anni. Ringrazio – ha concluso il governatore – chi ha deciso di mettersi a disposizione per la nostra regione nel momento più difficile dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: lavoreremo insieme per contribuire al rilancio della Lombardia”.

Dalle opposizioni, però, si sono levate – forti e immediate – diverse voci di critica nei confronti del rimpasto di giunta.

Il segretario provinciale del Partito Democratico di Varese, Giovanni Corbo, e il consigliere regionale Samuele Astuti sono intervenuti con queste parole: “Il presidente Fontana appare come un uomo solo, sconfessato e commissariato dal suo leader e dalla presenza ingombrante della sua vice. Tutto questo forse non sarebbe successo se il governatore e la sua maggioranza a trazione leghista avessero cambiato rotta dieci mesi fa, quando glielo chiedevamo con forza di fronte al disastro nelle RSA, della medicina territoriale, del mancato tracciamento e prevenzione. Oggi, forse, lo scenario sarebbe diverso e la Lombardia si sarebbe evitata tanti dei problemi esplosi durante la gestione della pandemia. Questo rimpasto è tardivo e non riuscirà a ridare smalto a una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, ma vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori”.

“Sarà il tempo a dire se il rimpasto così sostanzioso in Lombardia è segno di un cambio di rotta o solo una operazione di facciata per coprire errori, ritardi e una totale mancanza di regia nella gestione di una gravissima emergenza sanitaria, che rischia di lasciare macerie in campo economico e sociale” scrive invece la deputata varesina di Italia Viva, Maria Chiara Gadda, sulla sua pagina Facebook. “Ma certamente apprezzo chi non persevera nell’errore e mette un punto. Si chiude la brutta stagione Gallera, che si è fatto riconoscere più per le sue gaffes che per capacità politica e organizzativa. Moratti è certo una figura di qualità riconosciuta nel mondo del welfare e dovrà recuperare molto ritardo in una regione che ha bisogno di dare risposte ai cittadini e intercettare le nuove sfide in un contesto sociale ed economico profondamente mutato dall’emergenza”.

Critici anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Queste le parole del capogruppo Massimo De Rosa: “La Lombardia e lombardi sono stati umiliati da scelte di partito. Salvini decide sulle poltrone e Fontana legge le sue veline, è il suo ufficio stampa. Il consiglio regionale è esautorato da ogni suo ruolo a favore di un punto stampa dove non è esistita la possibilità, per decine di organi d’informazione,  di chiedere conto di decisioni assunte dalle segreterie dei partiti. Il ruolo della presidenza della Lombardia è svilito, insieme a quello della regione, a megafono di un leader di partito che conosce solo l’alfabeto della propaganda. Il rimpastino lombardo, oltre che un’inutile perdita di tempo, sarà indigesto per i lombardi perché in Lombardia non ha fallito una squadra, o solo qualche giocatore in campo. Qui ha fallito un’ideologia sanitaria che ha messo il privato davanti al pubblico, il business prima del servizio. Che Gallera sia stanco è una balla: nella nostra regione è arrivato al capolinea il sistema Lombardia di Formigoni, Maroni e Fontana”.

Di seguito tutti i ruoli degli assessori regionali illustrati oggi:

Letizia Moratti: vicepresidente e Welfare

Fabrizio Sala: Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione

Stefano Bruno Galli: Autonomia e Cultura

Fabio Rolfi: Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi

Raffele Cattaneo: Ambiente e Clima

Davide Carlo Caparini: Bilancio e Finanza

Massimo Sertori: Enti locali, Montagna e Piccoli comuni

Claudia Maria Terzi: Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile

Melania De Nichilo Rizzoli: Formazione e Lavoro

Alessandra Locatelli: Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità

Stefano Bolognini: Giovani e Sviluppo della città metropolitana e Comunicazione

Lara Magoni: Turismo, Marketing territoriale e Moda

Riccardo De Corato: Sicurezza

Pietro Foroni: Territorio e Protezione civile

Guido Guidesi: Sviluppo economico

Alessandro Mattinzoli: Casa e Housing sociale.

Sono stati inoltre nominati sottosegretari: Antonio Rossi, Fabrizio Turba, Alan Rizzi e Marco Alparone.

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