Al Parco a Lago di Luino già intitolato a Norma Cossetto, studentessa istriana violentata e infoibata dai partigiani titini nel 1943, verrà posizionata una targa a testimonianza della dedica, scelta dall’amministrazione guidata da Andrea Pellicini all’inizio dell’anno. Il tutto avverrà durante un’apposita cerimonia istituzionale.
Il sindaco Enrico Bianchi non si sottrarrà ad una decisione già presa in precedenza, anche se il consenso ad una richiesta presentata sotto forma di interrogazione proprio da Pellicini, durante l’ultimo consiglio comunale, è giunto a seguito di un dibattito piuttosto sentito tra la minoranza e i nuovi amministratori .
La scelta di dedicare il Parco a Lago a Norma Cossetto era arrivata tramite delibera di giunta lo scorso 21 gennaio ma come lo stesso ex sindaco ha ricordato durante l’assemblea, la paralisi procedurale causata dal lockdown e in seguito la campagna elettorale per le elezioni di settembre, avevano portato il discorso in secondo piano.
“Non mi sottrarrò a questa volontà – ha precisato il sindaco Bianchi nel corso dell’assemblea – si tratta di ricordare una ragazza che è stata barbaramente uccisa e a cui l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005, conferì la medaglia d’oro al valore civile“. Al di là dell’eterna divisione circa le responsabilità degli efferati crimini commessi durante uno dei periodi più bui della storia del secolo scorso, in parte riemersa attraverso un sentito intervento di Bianchi (qui il video integrale, da 3:13:40), le perplessità del primo cittadino hanno riguardato il metodo impiegato dalla precedente amministrazione: perché ricorrere ad una delibera di giunta anziché portare la proposta in consiglio comunale? “Sarebbe stato più corretto e avrebbe consentito una serena discussione storica, di cui ora le nuove generazioni hanno certamente bisogno”.
Considerazioni a cui è seguita una proposta, dettata da una posizione, quella dell’attuale maggioranza, espressa a turno dall’assessore Serena Botta e dal consigliere Valeria Squitieri: “Riapriamo il confronto sull’intitolazione di un luogo così identitario per i luinesi ad una figura che, per quanto meritevole di essere ricordata, non appartiene alla nostra storia, pur tenendo presente, in riferimento al dramma della guerra e di ciò che successe dopo, che non esistono morti più importanti di altri per ragioni politiche o ideologiche”.
Tale confronto non ci sarà perché la scelta del luogo, come ribadito da Pellicini, è già stata attuata con il ricorso ad un metodo, quello della delibera di giunta, “già utilizzato anche prima di noi per altre intitolazioni – ha aggiunto il consigliere di minoranza – penso a piazza Chirola oppure alla scalinata nei pressi del Caffè Clerici, dedicata a Guido Fontebuoni, ragazzo poco più che ventenne che perì servendo la Marina militare durante l’ultima missione del sommergibile Scirè, affondato nel 1942″.
Ci saranno altre intitolazioni di vie e luoghi pubblici e da parte nostra – ha promesso in conclusione l’assessore Ivan Martinelli – il coinvolgimento della minoranza, nella scelta delle figure da ricordare, non mancherà.
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