Arcumeggia | 21 Dicembre 2020

Arcumeggia: il Museo dell’arte fotografica è sempre di più un polo culturale per la Valcuvia

Con il riconoscimento ufficiale del Comune di Casalzuigno, lo spazio situato nel caratteristico borgo dipinto si aggiunge ai molti sparsi per tutta la valle

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Inaugurato lo scorso 12 settembre, da pochi giorni ha ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte del Comune di Casalzuigno: si tratta del Museo dell’arte fotografica nato ad Arcumeggia da un’idea del fotografo lavenese Luigi Sangalli e di Flavio Moneta, direttori dell’associazione culturale Sangalleria.

Nel piccolo borgo affrescato, dunque, c’è una nuova “perla” a disposizione di tutti, cittadini e turisti: al suo interno è visibile una rara collezione di macchine fotografiche di alto valore storico, incisioni, opere d’arte, fotografie e strumenti legati al mondo della scienza e della tecnica fotografica.

Lo scopo dell’amministrazione guidata dal sindaco Danilo De Rocchi, con la delibera di giunta approvata all’unanimità il 7 dicembre, è quello di incoraggiare lo sviluppo di questo progetto e renderlo un polo di attrazione storico-culturale e turistico che ampli le conoscenze sulle origini e sullo sviluppo sociale ed economico di tutta la Valcuvia. L’auspicio è che questo sia solo il primo passo di un percorso che conduca verso un riconoscimento anche a livello regionale.

Dalla lettera protocollata che Sangalli e Moneta hanno presentato al Comune di Casalzuigno – di cui Arcumeggia è frazione – emerge che il Museo dell’arte fotografica sarà fruibile gratuitamente e che il desiderio degli ideatori è quello di collaborare attivamente sia con gli enti pubblici sia con le realtà private per valorizzare sempre di più gli aspetti culturali e artistici del territorio.

Di certo, come si legge anche sulle colonne del quotidiano locale La Prealpina, questo nuovo polo museale non arricchisce solo un borgo a sua volta già ricco di arte, storia e cultura, ma tutto un territorio – quello della Valcuvia – nel quale sembra esserci una sorta di “museo diffuso”, costituito dai tanti e variegati spazi situati nei singoli paesi: Cittiglio, Brinzio, Cavona, Orino, Cassano, Gavirate e, adesso, anche Arcumeggia.

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