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Alto Varesotto | 13 Dicembre 2020

Mercato immobiliare: il Verbano sempre attrattivo, nonostante il Covid

"I dati per le abitazioni riscontrano un certo calo nel 2020 rispetto l'anno passato, ma nel Luinese gli acquirenti stranieri restano una manna dal cielo"

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Negli scorsi giorni la Camera di Commercio di Varese ha pubblicato un’analisi dettagliata, alla quale hanno collaborato anche le associazioni di categoria ANAMA, FIAIP e FIMAA, oltre che gli Ordini e i Collegi interessati, l’Agenzia delle Entrate-Territorio, il Comune di Varese, la Provincia e l’Associazione Costruttori Edili. Nella pubblicazione, “Rilevazione Prezzi Immobili”, è stato reso noto il quadro dei valori medi delle abitazioni nei 138 Comuni varesini.

Si sono evinti dati interessati per quanto concerne il mercato immobiliare nell’alto Varesotto: a Luino le nuove abitazioni di pregio toccano i 3.300 euro al metro quadrato, a Laveno Mombello (2.900 euro) e Maccagno con Pino e Veddasca (2.600 euro), mentre sul Ceresio a Lavena Ponte Tresa si registrano i 2.300 euro al metro quadrato.

Per questo motivo abbiamo voluto effettuare un focus sul territorio dell’alto Varesotto, andando ad intercettare gli interventi di tre figure professionali che quotidianamente lavorano nel settore del mercato immobiliare. Si tratta di Sergio Salerno, vicepresidente di ANAMA, del vicepresidente di FIMAA, Dino Vanetti, e del presidente di FIAP Varese, Luca Simioni.

Condiviso è il giudizio sul calo del mercato a causa della pandemia e della chiusura delle attività tra marzo e maggio. “Prima del Covid – commenta Sergio Salerno -, la tipologia di immobili richiesta era diversa, oggi invece la domanda verte su appartamenti con balconi, terrazze e giardini privati, specialmente fuori dalle città, mentre dall’analisi non abbiamo preso in considerazione, per il momento, attività commerciali, negozi ed uffici”.

Il quadro è simile in tutta la provincia, dove si prediligono riqualificazioni di edifici piuttosto che costruzioni ex novo, anche se in periferia vi sono aree in cui si continua a costruire, nonostante la pandemia in corso. “L’auspicio è che, trainati da Milano, anche in provincia di Varese – continua Salerno -, nei prossimi mesi, si possa registrare un aumento delle compravendite e dei prezzi di valorizzazione sul mercato“.

Proprio in questo senso, infatti, i dati del mercato immobiliare nell’alto Varesotto risentono dell’emergenza sanitaria. Il calo, come detto, si registra non sono a Luino e nel Nord della provincia, ma anche in tutto il territorio. “Alla fine del primo lockdown i clienti erano abbastanza determinati – afferma Dino Vanetti -, oggi invece le loro certezze sono minori. La casa è molto importante per gli italiani, un punto di partenza per tutti. Invece di una locazione, si predilige un mutuo perchè i prezzi delle case, a seconda delle zone, rispetto al 2008, sono scesi anche del 40%. Oggi, inoltre, rispetto a dieci anni fa circa, una coppia può permettersi, con lo stesso costo, di acquistare un trilocale invece che un bilocale. Questo dà la misura del mercato attuale”.

Le due dicotomie più grandi, però, riguardano da una parte il privilegiare una zona della stessa città rispetto ad un’altra e la differenza che si riscontra tra grande città e paese. “Queste sono criticità per il mercato immobiliare – continua Vanetti -, perchè le amministrazioni comunali devono porsi questa domanda: cosa stiamo facendo per rendere attrattiva la nostra città e non perdere occupazione? È una domanda fondamentale per riuscire a valorizzare gli immobili e la provincia di Varese è indietro rispetto a Como e Bergamo. Per quanto riguarda le alte valli, poi, i numeri sono ancora inferiori rispetto ai grandi centri. Luino è stata molto urbanizzata negli ultimi anni ma il mercato è in fase calante al pari di altre piccole realtà. Per chi acquista, inoltre, è fondamentale vi siano borghi strutturati con servizi e collegati bene, comodi per le famiglie e gli studenti. Questo è un grande vantaggio, sul quale bisogna puntare, come creare zone pedonali per incentivare i negozi ed evitare che aree centrali lascino spazio al degrado”.

Sulla stessa scia c’è anche Luca Simioni, presidente di FIAP Varese. “Ho definito questo particolare momento storico come shock and go, vale a dire che ha arresti improvvisi e ripartenze repentine. A livello turistico il territorio luinese e quello dei laghi hanno risentito senza dubbio meno del resto della provincia, con potenziali acquirenti di immobili provenienti dal nord Europa. Una vera e propria manna dal cielo, grazie all’attrattività della zona. Si tratta di famiglie di ceto medio, francesi, svizzeri, tedeschi e olandesi in prevalenza, che decidono di investire sul Verbano per trascorrere le loro vacanze in Italia e sul lago”.

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