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Milano | 2 Dicembre 2020

Regione Lombardia rivoluziona il sistema di lotta alle dipendenze

Approvato il piano che potenzia e riorganizza le strutture, e che attribuisce nuovi strumenti all'approccio multidisciplinare dei fenomeni. Investiti 170 milioni

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Sono 49.597 in totale le persone sul territorio regionale prese in carico dalle strutture pubbliche e private, durante tutto il 2019, per la cura di dipendenze patologiche. Un numero in leggero aumento (2%) rispetto all’ultimo triennio.

La maggior parte dei soggetti ha accusato dipendenze da oppiacei (40% dei casi) e da cocaina (35%), mentre il 25% degli under 30, ad oggi, consuma almeno una volta al mese droghe sintetiche o cannabis. A questi dati si aggiunge anche lo stretto monitoraggio applicato alle nuove dipendenze come l’abuso di farmaci, il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo e la dipendenza da internet.

Tutti fenomeni che, sommati ai numeri delle problematiche elencate, rientrano nel piano appena approvato da Regione Lombardia per rivoluzionare il contrasto alle dipendenze patologiche e alle droghe.

Un piano ambizioso e complesso che si lega al potenziamento dei mezzi a disposizione, al raggiungimento di una azione più capillare, alla promozione di un approccio multidisciplinare per il riconoscimento e la cura delle dipendenze e ad una riorganizzazione significativa delle strutture presenti sul territorio.

Il ruolo chiave spetta alle ATS, all’interno delle quali verrà istituita una Rete Diffusa Dipendenze per coordinare l’attività dei diversi soggetti sanitari. Sempre le Agenzie per la Tutela della Salute si occuperanno poi, in collaborazione con le ASST ed altri enti, di istituire una Equipe Specializzata Ospedaliera Dipendenze per il trattamento della disintossicazione e delle situazioni cliniche più complesse.

Centrale e determinante, nel piano, è anche il superamento della frammentazione delle unità residenziali e semi residenziali, che verranno accorpate in Centri di Cura e Riabilitazione per le Dipendenze, in contemporanea con la modifica dei criteri di accreditamento. Si tratta di strutture che offrono programmi specializzati, terapeutici, educativi e di doppia diagnosi (questi ultimi sempre più determinanti, in particolare per i soggetti giovani).

Ultimo, ma non per importanza, il capitolo dei minori trattato mediante l’istituzione, presso la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia, del Coordinamento di Prevenzione e Presa in Carico, con lo scopo di garantire su tutto il territorio regionale una maggiore efficienza, in particolare per quanto concerne l’area penale minorile, gli adolescenti, i minori in carico ai servizi sociali, la neuropsichiatria infantile, l’area della formazione professionale.

“Ad ogni utente – spiega il consigliere regionale Emanuele Monti, relatore della proposta – viene promossa la possibilità di accedere a percorsi formativi qualificanti volti all’inserimento lavorativo e alla totale inclusione sociale. Molto importante è la dotazione finanziaria di questa riforma, che vede Regione Lombardia nel ruolo di apripista per un nuovo sistema di intervento sulle dipendenze. Alle risorse già previste nell’ambito del provvedimento di giunta relativo alle regole per la gestione del Servizio Sociosanitario regionale, questa legge stanzia ulteriori 16,5 milioni già sul prossimo esercizio finanziario, portando la dotazione complessiva a 169 milioni di euro“.

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