(a cura di Sandra Torretta) Sabato 21 novembre, abbiamo avuto la gioia di poter partecipare alla vestizione religiosa di tre giovani novizi passionisti, che stanno trascorrendo il loro cammino di noviziato presso il Santuario della Madonna del Sasso in Caravate.
Dopo aver ricevuto a settembre, all’inizio del loro cammino da novizi, una copia delle “Costituzioni della Congregazione”, (progetto di vita di annunziare il Vangelo della Passione con la vita e con l’apostolato), i tre candidati Marco, Emmanuele e Joao hanno potuto per la prima volta indossare l’abito passionista.
Tutta la comunità passionista e qualche rappresentante della famiglia laicale passionista hanno preso parte alla cerimonia della vestizione, che si è svolta nell’ambito della celebrazione eucaristica dedicata alla Festa della Presentazione di Maria al Tempio, festa tanto cara a san Paolo della Croce, fondatore dei passionisti. I novizi hanno indossato l’abito e la cintura, memoria della santissima Passione di Gesù. L’abito nero, però, era ancora mancante del simbolo passionista per eccellenza, cioè il cuore con la croce sopra, che verrà consegnato alla professione religiosa temporanea, che si svolgerà a settembre prossimo.
Questo lunga veste nera, come ci ha ricordato nell’omelia Padre Marco Panzeri, maestro dei novizi e superiore della casa di esercizi di Caravate, non è una divisa, ma è molto di più: non è stata, infatti, pensata da san Paolo della Croce, bensì è stata da lui ricevuta direttamente dalle mani di Maria, che si è presentata al santo durante una delle sue visioni mistiche, vestita con questo abito nero con il cuore attraversato dalla Croce.
All’interno della liturgia i ragazzi si sono simbolicamente spogliati dell’uomo vecchio e si sono rivestiti di un abito nuovo, simbolo di penitenza, di conversione, ma anche veste nera di lutto, perché la Chiesa e ciascuno di noi pianga e faccia memoria della Morte del Primogenito, di Cristo; si sono poi cinti della cintura, simbolo di carità e giustizia, che circonda sempre chi porta quest’abito e lo accompagna nel cammino.
Ai novizi è stato chiesto di rinnegare loro stessi, accettando di portare la Sua croce e di riscoprirsi umili davanti a Dio, sottomettendosi a tutto il creato, attraverso il simbolo della corona di spine. In questo modo Marco, Emmanuele e Joao si sono letteralmente rivestiti di Cristo, portando addosso tutti i simboli della Passione. E adesso ditemi che non ci vuole coraggio per fare una scelta del genere all’interno di una società, di un mondo che fugge dal dolore e dagli insegnamenti di Cristo perché non ritenuti più consoni al tempo in cui viviamo?
Grazie a questi tre giovani testimoni anche noi abbiamo potuto domandarci dove ci sta dirigendo la nostra fede: sono ancora questi i punti cardini del nostro cammino individuale e comunitario?
La celebrazione è stata insieme solenne e semplice, nello stile passionista. Anche i canti hanno accompagnato senza enfasi tutta la liturgia: organo, chitarre e voci si sono uniti per dar lode a Colui che ha permesso tutto questo, sia ai novizi, ai padri, ai due fratelli, ma anche ai laici presenti.
Questa festa della vestizione ha coinciso con l’inizio del “Giubileo passionista”, che ufficialmente è stato aperto il giorno seguente a Roma presso la Basilica di san Giovanni e Paolo. Il Giubileo ricorda i trecento anni di fondazione della Congregazione passionista, che fa della Passione, morte e resurrezione di Cristo il centro della propria predicazione.
Nel partecipare alla vestizione a tutti i presenti è sembrato di rivivere il battesimo, con l’immersione totale della persona nel battistero e la riemersione (come i novizi sono scomparsi nell’abito e sono riemersi quando l’hanno indossato non senza fatica) per cominciare a vivere una nuova vita!
A questi tre ragazzi e a tutta la famiglia passionista vanno i nostri auguri, perché il cammino di ciascuno rimanga coerente ed aderente a quanto vissuto in questa giornata, a cui purtroppo non hanno potuto partecipare i famigliari dei novizi a causa delle restrizioni legate al COVID.
Grazie alla tecnologia e a chi la sa usare, ci è stato permesso di trasmettere tutta la celebrazione in streaming ed è riguardabile sul canale YouTube “Passio Caravate”.
Prossimo appuntamento per i novizi è la professione religiosa temporanea a settembre, sempre qui a Caravate, una promessa da rinnovare ogni anno per almeno quattro anni, in vista della professione perpetua. In attesa di quest’altra occasione di festa, la famiglia passionista per intero si sta già preparando accompagnando i novizi con la preghiera.
Buona rinascita a tutti!!
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