Nell’enciclopedia dei più grandi esploratori e navigatori di tutti i tempi, una menzione speciale viene riservata al capitan James Cook (1728-1779), quasi predestinato ad entrare nella storia per via dell’assoluto rilievo assunto dagli esiti del suo primo viaggio.
In una spedizione condotta dalla marina britannica tra il 1768 e il 1771, l’allora giovane ufficiale di marina Cook si fece carico di soddisfare la richiesta di re Giorgio III: dirigersi a sud dell’oceano Pacifico per verificare l’effettiva esistenza di un nuovo continente, la cosiddetta Terra Australis.
Cook e il suo equipaggio, dopo sei mesi di navigazione, approdarono sulla costa orientale dell’Australia: un traguardo memorabile che segnò l’inizio di un nuovo processo di colonizzazione, ma che assunse anche il carattere dell’autentica impresa, che come tale riecheggiò attraverso il senso di ammirazione e il desiderio di emulazione nutrito da molti navigatori.
Tra questi ci fu Jean-Francois de La Pérouse che, sovvenzionato dal governo francese, alla notizia del ritorno di James Cook dalla colonia che poi in seguito diventerà la città di Sidney, partì con l’intento di seguire le medesime coordinate. Identico, oltre allo storico viaggio, fu anche il tragico destino condiviso dai due navigatori. I dettagli nel video allegato di seguito, a cura di Mauro della Porta Raffo.
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