Lombardia | 8 Novembre 2020

Covid e RSA: “Non vogliamo rivedere il dramma di marzo e aprile”

In una lettera aperta il vicepresidente del consiglio regionale Borghetti si rivolge a Fontana e Gallera: "Quali intenzioni avete sulle Rsa in questa seconda ondata?"

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La questione legata alle RSA e alla gestione della pandemia anche all’interno delle strutture dedicate agli anziani e alle RSD per i disabili non accenna ad acquietarsi, specialmente tra gli esponenti della Regione Lombardia.

A intervenire, questa volta, è il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (Partito Democratico), con una lettera aperta pubblicata su Facebook e rivolta direttamente al governatore Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera.

“Fateci sapere quali intenzioni avete sulle Rsa in questa seconda ondata di pandemia”, è la richiesta del vicepresidente, che si riferisce in modo particolare alla delibera regionale 3681 del 15 ottobre scorso.

Di seguito il testo integrale dell’intervento di Borghetti.

“Egregi Fontana e Gallera, per proteggere gli anziani nelle RSA della Lombardia, con la nostra mozione 419 del 3/11/2020,

vi abbiamo chiesto di garantire test settimanali agli ospiti anziani, per scovare subito i positivi, avete detto di no.

Vi abbiamo chiesto di garantire il ricovero per i più gravi indipendentemente dall’età, avete detto di no.

Vi abbiamo chiesto di testare settimanalmente gli operatori, per non far entrar il virus nelle RSA, avete detto di no.

Vi abbiamo chiesto di mettere a disposizione la consulenza di medici specialisti senza burocrazia, in aiuto ai medici delle RSA, avete detto di no.

Vi abbiamo chiesto di garantire sin d’ora la disponibilità di DPI, in caso mancassero, avete detto di no.

Vi abbiamo chiesto di farvi aiutare da chi è esperto di RSA, per fare le scelte migliori, avete detto di no.

E adesso, con la Delibera 3681, date alle RSA e RSD la possibilità di creare posti letto per positivi paucisintomatici? Una cosa è offrire strutture di supporto alle RSA e RSD (bene!), un’altra chiedere loro di trasformarsi esse stesse in strutture di supporto, prendendosi Covid positivi, indipendentemente dai requisiti richiesti… Ma è possibile?! Fateci sapere se questo è ciò che volete.

Le RSA devono essere aiutate a fare le RSA: siamo contrari a caricare loro il compito di assistere altri ospiti positivi al Covid che non siano i loro, amplificando il rischio di creare focolai: noi non vogliamo rivedere il dramma di marzo e aprile nelle RSA della Lombardia. Voi?

Carlo Borghetti

PS: Ma quando arriveranno i vaccini e i tamponi rapidi ai servizi e strutture per anziani, disabili e minori della Lombardia?

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