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Varese | 6 Novembre 2020

Coldiretti Varese: preoccupano le chiusure di più di 4mila locali causa lockdown

“Le restrizioni avranno effetti pesanti sull’intera filiera agricola della provincia prealpina”, ha dichiarato il presidente Fernando Fiori

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Da una prima analisi di Coldiretti sull’impatto economico e sociale delle misure decise dal nuovo DPCM, nelle regioni classificate a rischio massimo – Lombardia, e di conseguenza la provincia di Varese, Valle d’Aosta, Piemonte, Calabria – il lockdown colpisce oltre 1 italiano su 4 (27%).

Nelle quattro regioni “rosse” si produce circa 1/3 del PIL nazionale (32%), con la Lombardia in testa (22%). Inoltre Coldiretti sottolinea quanto queste aree rappresentino una componente determinante dell’economia del Paese poichè trainano occupazione ed investimenti lungo tutta la Penisola, dall’industria al commercio fino all’agricoltura che in queste aree rappresenta una realtà strategica del sistema produttivo.

In Lombardia sono più rilevanti i consumi fuori casa; la regione conta circa 24mila locali della ristorazione che ora si trovano a soffrire per effetto delle misure di restrizione: in tutto ciò la provincia di Varese sarà quella che ne risentirà di più, teme Coldiretti. Infatti, con oltre 4000 locali, è la cerniera tra la piaura lombarda, la Svizzera e la catina alpina.

“La chiusura degli oltre 4000 locali di ristorazione provocherà un effetto a catena pesantissimo per l’intera filiera agricola e agroalimentare”, rimarca il presidente della Coldiretti provinciale Fernando Fiori.

Infine Coldiretti sottolinea come gli effetti di queste restrizioni si trasferiscano automaticamente lungo l’intera filiera a causa del taglio delle forniture di alimenti e bevande colpendo le aziende agricole ed alimentari per le quali è necessario prevedere adeguati ristori.

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